Una visione Differente

Ma alla fine vince Tintoretto

E-mail Stampa PDF

Tintoretto e il secolo d'oro di Venezia, 1998, regia di Renato Mazzoli, durata 32 minuti...Una volta letti i dati riportati dalla custodia del Dvd, viene da chiedersi se una mezz'ora sia sufficiente a restituire il profilo di quello che non è stato solo un protagonista dell'arte del '500, ma anche uno dei pittori più discussi di sempre.


Digg! Reddit! Del.icio.us! Google! Live! Facebook! Technorati! StumbleUpon! MySpace! Yahoo!
Leggi tutto...
 

Commedia americana: svitata, sofisticata...e non solo!

E-mail Stampa PDF

Conclusosi il ciclo sul Melò (con la proiezione, il 18 ottobre, di Adele H. di F. Truffaut), il progetto "didattico" 1895-2007: percorsi nella storia del cinema prosegue.


Digg! Reddit! Del.icio.us! Google! Live! Facebook! Technorati! StumbleUpon! MySpace! Yahoo!
Leggi tutto...
 

Secondo appuntamento con "Dentro-fuori-ai bordi del Melò"

E-mail Stampa PDF

Venerdì 4 novembre, alle ore 20.00, presso la Casa della Comune (Via di Porta Labicana 56/a, Roma), nuovo appuntamento con "Dentro-fuori-ai bordi del Melò".


Reddit! Del.icio.us! Google! Live! Facebook! Technorati! StumbleUpon! MySpace! Yahoo!
Leggi tutto...
 

Dentro-fuori-ai bordi del Melò.

E-mail Stampa PDF

Con qualche settimana di ritardo rispetto a quanto inizialmente previsto, il 20 ottobre inizia la programmazione "regolare" di 1895-2007: percorsi nella storia del cinema.

Dopo le due anticipazioni estive, con i film di Chaplin e Makhmalbaf (volti a suggerire la pluralità di forme della settima arte), partirà un breve ciclo intitolato Dentro-fuori-ai bordi del Melò, dedicato ad un genere che, dopo un secolo di vita, presenta ancora una notevole vitalità. Il primo film selezionato è Un marito per Anna Zaccheo (1953), di Giuseppe De Santis.

La proiezione si terrà presso la Casa della Comune (Via di Porta Labicana 56/a, Roma) alle ore 20.00 e sarà anticipata da una breve introduzione. L'ingresso è a sottoscrizione.

Nelle settimane successive vedremo La contessa scalza (1954) di Mankiewicz e Adele H. - Una storia d'amore (1975) di Truffaut.

Sotto trovate il testo del comunicato relativo alla rassegna sul melodramma cinematografico.

Dentro-fuori-ai bordi del Melò.

Tinte forti, caratteri appena sbozzati, personaggi (soprattutto femminili) condannati dal destino a non vedere appagati i propri sogni d'amore, un pubblico con i fazzoletti sempre pronti...Questa è l'immagine più tradizionale del melodramma o melò, uno dei generi cinematografici più diffusi, nato negli anni '10 del secolo scorso, in contemporanea in paesi come Francia, Germania, Italia e Stati Uniti.

 

La realtà, però, è più complessa. Intanto, che radici culturali ha il melò? Si parla dei libretti delle opere liriche, ma non manca chi si riferisce al romanzo d'appendice o chi si richiama a Shakespeare, che con Romeo e Giulietta ne avrebbe definito il prototipo. Ma forse, il melò qualcosa la deve pure alla letteratura del romanticismo, spesso attraversata da amori tormentati. E' proprio in virtù di questa pluralità di riferimenti che al melò possono essere ascritte (in tutto o in parte) opere diversissime fra loro. Grandi successi planetari realizzati da abili registi, attenti alle ragioni del box office, come film dalla notevole innovazione stilistica, che hanno lasciato una traccia profonda nel cinema senza incontrare un favore di massa. Per non dire di tutti quei titoli che hanno conciliato l'acqua e il fuoco, cioè la ricercatezza della messinscena e la capacità di rivolgersi ad un pubblico vasto.

 

L'articolazione e la duttilità di questo genere ne hanno garantito la longevità. Il melò ha conosciuto una sola fase di crisi (negli anni '60), per risorgere presto in una nuova versione, apparentemente "intellettualizzata", di certo volta a chiedere al pubblico non di abbandonarsi, ma di interagire con l'opera. Si è così definito un melò che ha definitivamente rinunciato alla ricerca della commozione, per ottenere l'emozione, profonda perché non basata su facili "effetti" drammatici, ma sulla partecipazione attiva dello spettatore, coinvolto con il cuore e con la mente.

 

Nel nostro breve viaggio in un genere a un tempo popolare e raffinato, abbiamo scelto tre guide d'eccezione: De Santis, Mankiewicz e Truffaut


Digg! Reddit! Del.icio.us! Google! Live! Facebook! Technorati! StumbleUpon! MySpace! Yahoo!
 

Secondo appuntamento con "1895-2007: percorsi nella storia del cinema".

E-mail Stampa PDF

Venerdì 15 luglio, alle ore 20.30, presso la Casa della Comune (via di Porta Labicana 56/a, Roma), secondo appuntamento con "1895-2007: percorsi nella storia del cinema".
Questa volta ci si confronterà con il cinema iraniano, attraverso la proiezione di un'opera fortemente emblematica: Pane e fiore (1996), di Mohsen Makhmalbaf. Il film segna una tappa importante nel percorso dell'autore di Viaggio a Kandahar (2001) e Sesso e filosofia (2005). Muovendo da un episodio della propria giovinezza (il ferimento di una guardia dello Scià) e dalla difficoltà di rappresentarlo da parte di due giovani, il regista pone all'attenzione del pubblico due vissuti personali che possono essere rivelatori della vicenda di una intera generazione: il suo, quando voleva "cambiare il mondo" anche con la violenza, e quello della ex guardia. Di più, ai due giovani che devono intepretare la scena dell'attentato è in fondo affidato il compito di indicare i mutamenti avvenuti nella realtà iraniana, a quasi vent'anni dalla rivoluzione khomeinista. Come ha avuto modo di scrivere Umberto Rossi, in quest'opera Makhmalbaf, già fautore di un cinema coranico (inteso, cioè, a divulgare i precetti dell'Islam), esprime con forza una "poetica della solidarietà umana" che non rinnega il passato ma supera l'asprezza delle contrapposizioni politiche. Il tutto in un costante gioco fra realtà e finzione, secondo modi che accomunano i maggiori registi iraniani. I quali, per molti versi, hanno radicalizzato quella riflessione sul rapporto fra cinema e vita che ha rappresentato un cardine del neorealismo italiano, nelle realizzazioni pratiche e - soprattutto - nelle teorizzazioni (in particolare, quella di Cesare Zavattini).

Dunque, vedere i film di Makhmalbaf può anche esere un modo per riconsiderare la vicenda del nostro neorealismo, segnata da grandi risultati e da scacchi, ma ancor oggi foriera di sviluppi interessanti.
Con Pane e fiore si chiude questa primissima fase di "1895-2007: percorsi nella storia del cinema". Si riprenderà a settembre, sulla base di una programmazione più "strutturata", basata su sessioni di 3 o 4 film. La prima delle quali, muovendosi in un arco temporale che va dagli anni '20 ai '60 del secolo scorso, prenderà in considerazione le cinematografie francese, italiana e statunitense. 


Reddit! Del.icio.us! Google! Live! Facebook! Technorati! StumbleUpon! MySpace! Yahoo!
Leggi tutto...
 

"Il cinema sostituisce ai nostri sguardi
un mondo che si accorda coi nostri desideri."

Andrè Bazin