A poco più di ottant'anni dalla sua scomparsa, la celebre scrittrice Matilde Serao continua ad essere uno dei più straordinari punti di riferimento della letteratura italiana a cavallo tra XIX e XX secolo, oltre che del giornalismo.
Se appaiono molti (e non stiamo certo qui ad elencarli) i motivi che possono giustificare una certa difficoltà a rappresentare sul grande - così come sul piccolo - schermo le sue opere, appare colpevole la dimenticanza (se di questo si tratta) nel voler rappresentare a livello televisivo o cinematografico la vita di una simile figura di donna, cui è stato dedicato solo un ruolo, comunque non marginale, nella fiction "Assunta Spina", che tanto successo ha ottenuto durante la scorsa stagione televisiva, con la protagonista interpretata da una sorprendente Bianca Guaccero, e con la Serao cui ha prestato il proprio volto e la propria anima una sempre passionale e profonda Lina Sastri.
Un po' poco, specialmente se si pensa che le nuove generazioni italiane quasi non conoscono la scrittrice nata a Patrasso nel 1856 e morta a Napoli nel 1927, autrice di innumerevoli romanzi, oltre che raffinata collaboratrice di svariati giornali nazionali, meritandosi il non facile rispetto dei colleghi uomini; "E' fuor di dubbio la più forte prosatrice d'Italia", ebbe a dire di lei Giosuè Carducci.














