Nel 1991 esce "Nevermind" dei Nirvana. Nello stesso anno i Queen pubblicano "Innuendo". Sono da poco passate le atmosfere pop plastificate tipiche anni 80 e la gente, come improvvisamente, (ri)scopre figure inquiete ed inquietanti, nate da incubi vicini e lontani, fatte di riflessi poco rassicuranti di uno specchio che con il passare del tempo sarebbe diventato sempre più sporco.
Un male oscuro velava gli occhi di Kurt Cobain e sangue infetto scorreva in Freddy Mercury: mente e corpo cadevano vittime di forze sconosciute, fuori da qualunque controllo, e tutti, in quel 1991, sentirono l'urlo assillante di quelle angoscie, scrutarono il dolore in fattezze piu umane e tremendamente vicine del solito e, come in un incubo, avrebbero atteso sotto le coperte l'alba di un mondo ormai alle porte ma per nulla piu rassicurante. Era il 1991 e Billy Corgan e soci pubblicavano il loro disco di debutto "Gish" nell'intento di scarnificare fino all'osso una coscienza collettiva fin troppo vittima di se stessa, oggetto di manipolazioni a cui, forse, gli Smashing Pumpkins, per primi, non sono riusciti a sfuggire. Nell'arco della poco longeva carriera (solo 9 anni), tra momenti ispirati ed alcuni di generale confusione, hanno saputo rappresentare le grandi contraddizioni in cui prima o poi, star oppure no, ci si imbatte: il successo (quello discografico) e il dolore (quello per la morte improvvisa del tastierista), la smania per la popolarità (raggiunta nel '96 con "Mellon Collie") ed un concetto di musica (la loro) assolutamente personale e "visivamente" assai angosciante.