Nato 42 anni fa in quel di Los Angeles, Todd Haynes è un regista che solo negli ultimi tempi si sta facendo conoscere dal grande pubblico, anche se attivo quasi da due decenni.
La sua opera richiama spesso temi come quelli dell'omosessualità (da lui "vissuta" in prima persona), dell'AIDS (affrontato attraverso sottili metafore e, a sua volta, rappresentante di un più generale malessere del tardo ventesimo secolo), della musica e della cultura degli anni Settanta e soprattutto la sua fissazione per uno studio di Freud in cui si esamina la trasformazione di masochismo in sadismo nelle fantasie e nei ricordi di un giovane paziente.
Il suo debutto alla regia avviene nel 1985 (mentre ancora frequenta l'Università ) con "Assassins: A Film Concerning Rimbaud", ricostruzione della "wild life" del poeta maledetto francese e della sua relazione con Paul Verlaine, dove però il protagonista viene rappresentato come una specie di protopunk dedito all'assenzio, a scrivere sui muri e alla vita notturna, il tutto narrato da diverse voci over e con la musica di Iggy Pop in sottofondo.