Una visione Differente

Agata e la tempesta

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“Agata e la tempesta” è il nuovo film di Silvio Soldini, distribuito dalla Mikado Film dal 27 febbraio 2004 sui grandi schermi italiani. Si tratta di una coproduzione Albachiara (Italia), Televisione Svizzera Italiana e Amka Films (Svizzera), Mercuri Film Productions (Gran Bretagna), con il sostegno di Eurimages, del Ministero per i beni e le attività culturali (Italia), dell’Ufficio federale della cultura e del Cantone Ticino (Svizzera).
Soggetto e sceneggiatura firmati da Doriana Leondeff, Francesco Piccolo e Silvio Soldini. Fotografia di Arnaldo Catinari, montaggio di Carlotta Cristiani, musiche di Giovanni Venosta, scenografia di Paola Bizzarri, costumi di Silvia Nebiolo. Il film è stato realizzato in collaborazione con: GenovaSet, Film Commission del Comune di Genova e col patrocinio del Comune di Ravenna.
I protagonisti sono: Licia Maglietta (Agata), Giuseppe Battiston (Romeo), Emilio Solfrizzi (Gustavo),
Claudio Santamaria (Nico) e Marina Massironi (Ines Silvestri). Gli altri interpreti sono: Giselda Volodi (Maria Libera), Monica Nappo (Daria), Ann Eleonora Jorgensen (Pernille Margrethe Kierkegaard), Remo Remoti (Generoso Rambone), Carla Astolfi (Geometra Mirabassi), Elena Nicastro (Iole / hostess), Mauro Marino (Dottore), Silvana Bosi (Madre Romeo), Andrea Gussoni (Benedetto).
Veniamo alla sinossi del film. E’ imprescindibile l’utilizzo, in apertura, della strana spiegazione che del film danno il regista e l’ufficio stampa della società distributrice: “Una donna che si chiamava Agata, che era convinta di avere un fratello, che amava i libri e faceva la libraia, che si era innamorata di un ragazzo più giovane, sempre più fulminava lampadine al suo passaggio e non sapeva il perché… quando si accorse che qualcosa stava cambiando. Un uomo che si chiamava Gustavo, che credeva di avere una sorella di nome Agata, di aver ereditato il mestiere del padre e il nome del nonno, che con sua moglie e suo figlio si sentiva al riparo dalle intemperie… un bel giorno scoprì che quell’uomo non era lui. Un altro uomo di nome Romeo, che viaggiava per la pianura con un macchinone pieno di vestiti, che pensava a sua moglie come al fiore più bello ma si posava come un grosso calabrone su tanti altri fiori, credeva di non avere fratelli né sorelle ma si sbagliava… non sapeva che il suo mondo era più grande di quello che pensava”. Ed a cantare assieme a loro l’allegra, dolorosa, imprevedibile canzone della vita, un coro di personaggi vibranti e bizzarri i cui destini si intrecciano in una storia d'altri tempi che potrebbe avvenire solo oggi, o forse anche domani. In qualche modo si ricalca quel desiderio di “fuga” che Licia Maglietta aveva già espresso in “Pane e tulipani”, sempre con Silvio Soldini. Per carità, la storia è tutt’altra, ma c’è in entrambi i film il desiderio di cambiare tutto quello che sembra un qualcosa che cristallizza la propria vita e la rende pesante ed insopportabile; e Licia Maglietta resta un’eccellente interprete di questi bisogni e di queste “fughe” dalla noiosa routine.
Da sempre riconosciute le capacità di serietà professionale dimostrate sempre dal regista italo-svizzero, che ama circondarsi più o meno dagli stessi fidati collaboratori di sempre, con eccellenti risultati. Anche stavolta non ci sono appunti da fare da ogni sfaccettatura tecnica. Molto atteso è questo film, anche perché ci si chiede se “Agata e la tempesta” sarà capace di catturare l’attenzione del pubblico e della critica (nonché i tantissimi premi vinti) di “Pane e tulipani”, oppure segnerà una conferma dei riscontri positivi ma non brillantissimi fatti segnare dal successivo “Brucio nel vento”. Di sicuro, Soldini non concede nulla al desiderio di successo facile.
Ricordiamo che il regista ha esordito nel 1983 con un mediometraggio in 16mm intitolato “Paesaggio con figure”. Datato 1989 è il suo primo lungometraggio, “L’aria serena dell’ovest”, che registra un significativo successo di pubblico ed in vari festivals (Locarno, Annecy, Montreal, Rotterdam, etc.).
Del 1993 è “Un’anima divisa in due”, Grolla d’oro per la migliore regia e presentato in concorso al Festival di Venezia, dove Fabrizio Bentivoglio è premiato come migliore attore protagonista. Nel 1997 realizza “Le acrobate”, in concorso al Festival di Locarno e al San Francisco International Film Festival.
Nel 2000 realizza “Pane e tulipani”, film che lo consacra grazie all’ampio successo di critica e di pubblico, anche a livello internazionale. E’ infatti stato venduto in tutto il mondo, perfino in Giappone ed in Australia, ottenendo enorme successo in Svizzera (secondo incasso di tutti i tempi nella cinematografia svizzera), in Germania, in Argentina, in Brasile e negli Stati Uniti. Il film ha vinto 9 David di Donatello, 5 Nastri d’Argento, 9 Ciak d’oro,ed ha ottenuto 3 nomination agli European Academy Awards. Del 2002 è “Brucio nel vento”, tratto dal romanzo “Ieri” di Agota Kristof, girato tra la Svizzera Francese e la Repubblica Ceca. Presentato in concorso al Festival di Berlino, il film ha ottenuto otto nominations al David di Donatello.
Come per i collaboratori tecnici, Soldini ama affidarsi a persone fidate anche nel cast artistico, come dimostrato dalla lunga frequentazione cinematografica con Licia Maglietta, protagonista già di altri films dello stesso regista, come già citato (“Le acrobate” e “Pane e tulipani”). L’apprezzata attrice è stata a lungo la preferita di un altro grande regista italiano, Mario Martone, che l’ha voluta in “Nella città barocca” (1985), “Morte di una matematico napoletano” (1991), “Rasoi” (1993) e “L’amore molesto” (1994). Attualmente, Licia Maglietta sta lavorando in “Nel mio amore”, regia d’esordio della scrittrice Susanan Tamaro.
Anche Giuseppe Battiston, attore udinese trentacinquenne, diplomato alla Scuola d’Arte Drammatica P.Grassi, ha già lavorato con Soldini, in “Un’anima divisa in due” (1991), ne “Le acrobate” (1996) ed in “Pane e tulipani” (2000). Proprio per quest’ultima fortunata pellicola si è aggiudicato il David di Donatello in qualità di miglior attore non protagonista. Inutile fare la lista dei premi che si è aggiudicata, peraltro meritatamente, per quel film Licia Maglietta, ovviamente come miglior attrice protagonista.
Tutti gli elementi sembrano concordare per un nuovo successo di squadra. Dal prossimo 27 febbraio in poi, ne sapremo di più.

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"Il cinema sostituisce ai nostri sguardi
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Andrè Bazin