Una visione Differente

Alta Società e Christian Dior

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" High Society" (1956), ultimo film di Grace Kelly prima del blasone, è insieme apogeo e compimento del mito tutto wasp e kennedyano di eleganza sofisticata. In tutta la carriera cinematografica la Kelly non ha mai dato l' impressione di recitare, ha sempre portato la sua immagine raffinata nei film come se le venisse richiesto semplicemente di essere sè : un' icona nel proprio bozzolo di charme. Nella pellicola (remake di " Scandalo a Philadelphia" ) è un' ereditiera di Philadelphia, beneducata, snob come si conviene, inevitabilmente viziata, irresistibilmente chic.

Specularmente la storia dell' attrice originaria della medesima città. Gli abiti del film firmati Helen Rose (creatrice dell' abito da sposa della Kelly: ulteriore rovesciamento della finzione in realtà), sono ispirati alla collezione Christian Dior anno 1947 (caso di vintage ante litteram) nota con il nome di " The New Look" , rinascita di una moda femminile e lussuosa, superamento catartico del rigore post-bellico. I costumi del lungometraggio creano un' immagine " bon chic bon genre" con un guardaroba per ogni occasione: la disinvoltura dell' eleganza con i pantaloni alla caprese e le scarpette senza tacco, il lusso non-funzionale del costume da bagno intero accollato ( record di vendite sul mercato U.S.A.), la classicità del twin set in cachemire, lo sfarzo bon ton della sera in chiffon. Essere perfetta in ogni frangente con la naturalezza che proviene dall' origine bien élevée, il potere di farsi notare rifiutando di attirare l' attenzione: ecco il nucleo tuttora pulsante del fascino di Grace Kelly. Per le donne un' aspirazione, per gli uomini un mistero di fascino glaciale puro come il diamante. Intangibile agli sguardi, inimitabile ed assoluto, non incarnazione della classe ma suo spirito. La foto del film che fece il giro del mondo ritrae l' attrice con una maglia scura con scollatura iper-femminile, una sontuosa gonna di chiffon doppiato con vita sottolineata, guanti bianchi in raso di media lunghezza, filo di perle girocollo, posa composta. Ritratto senza imperfezioni e per questo senza prospettiva nè tempo. Christian Dior, con la sua haute couture ricca ma priva di eccessi (eccettuato il palpabile complesso di superiorità dell' alta moda francese), rappresentò la possibiltà per molte donne americane di catturare per se stesse lo sfarzo parigino, la classe della Vecchia Europa, le vette dell' alta società. Il Grand Tour riveduto e corretto nei santuari del fashion.

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"Il cinema sostituisce ai nostri sguardi
un mondo che si accorda coi nostri desideri."

Andrè Bazin