Scritto e diretto da Kevin Smith, prodotto da Scott Mosier (View Askew), con la fotografia di David Klein, il film si avvale delle scenografie di Robert Holtzman, del montaggio di Kevin Smith, dei costumi di Roseanne Fiedler e delle musiche di James L. Venable.
In "Clerks 2" (sequel del film di esordio di Smith, "Clerks-Commessi", del 1994) gli ex-impiegati del mini-market del New Jersey, Dante Hicks (B. O'Halloran) e Randal Graves (J. Anderson), costretti a trovarsi una nuova occupazione, si ritrovano nel fantastico mondo dei fast-food, portando con loro gli stessi atteggiamenti schietti, le oltraggiose volgarità e la sconfinata passione nel prendersi gioco dei clienti di sempre.
Il regista Kevin Smith ("Clerks-Commessi", "In cerca di Amy", "Dogma", "Jay e Silent Bob... fermate Hollywood") spinge al limite il suo già irriverente umorismo e cambia registro nel momento in cui Dante e Randal sbarcano nel mondo della catena di ristoranti fast-food Mooby's, il cui slogan è "I'm Eating It", vale a dire... me lo mangio! Dietro al bancone, dove gli unici altri impiegati sono un imbranato sfigato (T. Ferhman) ed una direttrice molto sexy (R. Dawson), Dante e Randal sono liberi di offendere - con il loro stile irriverente - chiunque osi anche solo semplicemente ordinare delle patatine fritte. Ma, in breve tempo, il cambiamento è nell'aria. Quando Dante annuncia che lascerà per sempre il New Jersey per sposare Emma Bunting (J. Schwalbach), Randal gli organizza una festa di addio al celibato talmente scandalosa da attirare l'attenzione della polizia e dei vigili del fuoco, oltre alle proteste da parte dell'Associazione per la protezione degli animali, e che cambierà per sempre le loro vite.
Fatto breve cenno alla sinossi, ricordiamo che Smith ha pensato per anni se rimettere mano ai suoi personaggi, che aveva lasciato liberi per il mondo dopo il successo di "Clerks-Commessi": una tagliente e sboccata commedia che Smith aveva scritto quando viveva ancora a casa con i genitori, e che aveva realizzato con una cifra leggermente superiore allo stipendio annuale di un impiegato di un mini-mart. Il film, che segue una sola giornata dell'esilarante vita del commesso Quick, Dante Hicks, ha poi generato una serie televisiva di animazione, una serie di libri di fumetti, tantissimi fan e una lunga serie di imitatori. Perché fare un sequel? Smith temeva che rimettere le mani su due personaggi amati dal pubblico potesse essere rischioso; tuttavia, non riusciva a fare a meno di chiedersi che cosa fosse successo a Dante e Randal; come fossero diventati, soprattutto nel momento in cui anche lui ha girato la boa dei trent'anni, cominciando a rendersi conto che tutto il suo mondo stava cambiando. Ed a quel punto ha iniziato ad immaginare una nuova storia indipendente, totalmente slegata dal primo film ma che aveva per protagonisti Dante e Randal, due trentenni scansafatiche che hanno sempre immaginato una vita fatta di pochissimo lavoro e di tanto divertimento, ma che all'improvviso si trovano a dover fare i conti con una cosa che non avevano mai preso neanche in considerazione: diventare adulti.
"Clerks-Commessi" parlava di cosa volesse dire essere un ventenne, mentre oggi - parole dello stesso Smith - "sento di avere qualcosa da dire su cosa significhi essere dei trentenni". La domanda che il film si pone, anche se non in maniera esplicita, è se si può continuare ad essere un apatico e cinico cretino anche una volta superati i 30, o se invece bisogna crescere per forza, e in questo caso, come si può crescere restando in fondo in fondo il cretino e fannullone di sempre".
Tutte le preoccupazioni ed i timori che Smith aveva relativamente alla realizzazione del sequel sono svaniti come per magia non appena ha iniziato a scrivere la sceneggiatura. Appena si è messo all'opera, gli strampalati e frenetici dialoghi tra Dante e Randal hanno ricominciato a fluire dalla sua mente, caratterizzati da folli discussioni, energiche battute e crescenti ansie sulla follia del mondo moderno.
Di fronte alla proposta di calarsi nuovamente nei panni di Dante e Randal, i due protagonisti del primo "Clerks" - Brian O'Halloran e Jeff Anderson - non hanno reagito con grande entusiasmo, ma anzi hanno dimostrato un certo scetticismo. O'Halloran, alla stampa, confida: "Il mio primo pensiero è stato: ma siamo sicuri di voler rimettere le mani su un film che è stato tanto amato dal pubblico, per tentare di farne un altro che sia altrettanto divertente ed originale? Per un po' siamo stati piuttosto indecisi sul da farsi, ma poi abbiamo letto la sceneggiatura", ed alla fine i due attori si sono lasciati conquistare dall'universo totalmente nuovo che hanno scoperto nella sceneggiatura e nel quale si sarebbero dovuti muovere. L'universo creato da Kevin Smith per riportare sullo schermo i due personaggi a dieci anni di distanza dal primo film, non seguendo alla lettera quella pellicola, ha rassicurato gli attori. Ci è stato raccontato che, una volta sul set, Anderson ha ritrovato immediatamente la rapidità dello scambio di battute con Brian O'Halloran.
Avviandomi alla conclusione, ne esce una commedia che - a differenza di quasi tutti i sequel - non dovrebbe deludere i patiti del film precedente, mentre non mi sorprenderebbe che il film riuscisse a raccogliere maggiori consensi da chi si era sentito di snobbare quello di dodici anni fa. Bene hanno fatto, autore e produttori, a mantenere la freschezza dei personaggi (nonché il loro rodato rapporto) allontanandosi - contestualmente - dalla storia del precedente episodio. Insomma, sono riusciti a non cadere nella tentazione di dire: "Bene, ed ora riprendiamo da dove eravamo rimasti". Sarebbe stata una sciocchezza colossale. Cosa dire, invece, a coloro che non conoscono il film di dodici anni or sono? Beh, in prima battuta mi verrebbe di consigliare di vedersi prima il dvd di quel film (ma sono pronto a scommettere che in vista dell'uscita del nuovo film non mancherà la riproposizione televisiva dell'"originale"); comunque sia, è un film da vedere, senza la "spocchia" che a volte accompagna il cinefilo più preparato quando si trova alle prese con una commedia; in fondo, va ricordato che "Clerks-Commessi", oltre al successo al botteghino, può vantare il premio per il Miglior Regista al Sundance Festival ed il premio della critica a Cannes.
Do l’appuntamento agli amici di "Distopia.it" a tra pochi giorni per parlare del nuovo gioiello del sorprendente regista portoghese De Oliveira, "Belle toujours - Bella sempre"; inoltre, potrete trovare il listino della Mikado per la stagione che sta iniziando, sempre ricco di pellicole che faranno piacere ai cinefili più attenti.














