Una visione Differente

Giardini in autunno

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"Giardini in autunno (Jardins en automne)" (Francia / Italia / Russia, 2006 - durata 2h01) un film di Otar Iosseliani. Nel cast: Séverin Blanchet, Michel Piccoli, Muriel Motte, Pascal Vincent, Lily Lavina, Denis Lambert, Jacynthe Jacquet. Sceneggiatura e regia di Otar Iosseliani. Fotografia di William Lubtchansky. Scenografie di Manu de Chauvigny, Yves Brover. Un film prodotto da Martine Marignac, per una co-produzione franco-italo-russa che, per l'Italia, vede protagonista CinemaUndici, con Roberto Cicutto e Luigi Musini.
Veniamo alla sinossi del film. Vincent é un ministro, un uomo potente, sufficientemente piacente, elegante, grande bevitore e buongustaio. Odile, la sua amante, è una ragazza molto bella, intelligente, lucida ed affascinante. Ma non bisogna mai far dipendere il proprio destino dalle belle ragazze: la cosa potrebbe costare molto cara. Infatti, nel momento in cui Vincent viene cacciato dal ministero, lei lo lascia. Théodière, il nuovo ministro in carica, occupa il sontuoso ufficio di Vincent e distrugge tutto quel che trova. Cambia gli scaffali, i rivestimenti di poltrone e divani, la scrivania, le poltrone, fino addirittura ai posacenere ed ai telefoni. Per quanto tempo resterà in carica? Nessuno, neanche lui, può saperlo. L'ex ministro Vincent, invece, comincia a vivere... E così, alla fine della nostra storia, Vincent incrocia Théodière, suo rivale e successore caduto in disgrazia a sua volta, ma Vincent non proverà né odio, né gioia perversa, anzi gli dirà: "Mi sembri stanco. Tieni, bevi un bicchiere!".
Claire Vassé ha chiesto a Iosseliani - a proposito di questo film che racconta la storia di un ministro costretto a lasciare il potere e che ritroverà la gioia di vivere ritrovando i luoghi dell'infanzia - se il titolo stesse a significare che bisogna aspettare l'autunno per raggiungere e adottare questa filosofia di vita. Il regista ha risposto: "Per alcuni è così, e mi riferisco a coloro che organizzano la propria vita puntando tutto esclusivamente sulla professione, che fanno carriera e che perdono lo sguardo metafisico sui fenomeni della vita. Sono privi della gioia di vivere, pensano che la cosa essenziale sia fare carriera e conquistare posizioni sulla scala sociale. Ma se il destino gli sorride, un giorno possono anche risvegliarsi da tutto questo e ricominciare a vivere. Il protagonista della nostra storia detiene il potere, è in una posizione invidiabile, ma viene cacciato... per sua fortuna. Siamo molto contenti per lui perché alla fine comincerà semplicemente a vivere. A volte tutto questo succede tardi, nell'autunno della vita. L'autunno è il tempo dei rimpianti, rimpianti per il tempo perduto".
Iosseliani ha esordito con una serie di cortometraggi a partire dal 1959. Si fa notare nel 1966 con il film "La caduta delle foglie (La Chute des feuilles)". Con "C'era una volta un merlo canterino (Il était une fois un merle chanteur)" si aggiudica il riconoscimento di Miglior film straniero in Italia nel 1974. Poi, il regista infila una lunga serie di vittorie del Gran Premio Speciale della Giuria a Venezia: nel 1984 con "I favoriti della luna (Les Favoris de la lune)"; nel 1989 con "Un incendio visto da lontano (Et la lumière fut)"; nel 1996 con "Briganti (Brigands, chapitre VII)". Nel 2001, si aggiudica l'Orso d’Argento per la Miglior Regia al Festival di Berlino con "Lunedì mattina (Lundi matin)".

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"Il cinema sostituisce ai nostri sguardi
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Andrè Bazin