Una visione Differente

I figli della pioggia

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Il cartoon “I figli della pioggia”, diretto da Philippe Leclerc e prodotto da Léon Zuratas e Marin Karmitz per la Belokan Productions, la MK 2, France 2 Cinéma, in co-produzione con la società coreana Hahn Shin Corporation.
Per prima cosa, vediamo insieme una breve scheda tecnica. “I figli della pioggia” è stato realizzato, come detto, da Philippe Leclerc; la sceneggiatura è stata firmata da Philippe Caza e Laurent Turner, adattando liberamente il romanzo “À l’image du dragon” di Serge Brussolo (edizioni Gérard de Villiers); la creazione grafica è stata curata da Philippe Caza; musiche originali di Didier Lockwood.
Sinossi del cartoon. Alla base della storia c’è un mondo in cui si affrontano due popoli: i Pyross e gli Hydross. Per i Pyross, adoratori del sole, l’acqua è solamente morte e desolazione. Corrode come un acido. Le piogge annunciano anche il risveglio dei draghi che danno loro la caccia fino alla propria città troglodita di Orfalaise. Ogni giorno, aspettano con impazienza il ritorno della stagione secca. Finalmente, quando tornano i tempi del sole, i cavalieri Pyross partono per una crociata oltre i deserti, fino ad Amphibole, la città di quelli che ritengono responsabili della loro disgrazia: gli Hydross, i figli della pioggia. Si dice che dalla loro distruzione nascerà un mondo migliore, senza pioggia, libero dai draghi. Per gli Hydross, il ciclo è inverso: il fuoco del sole li trasforma in statue. Soltanto la pioggia benefattrice potrà farli tornare in vita. Aspettandola, durante tutta la stagione secca, il loro corpo di pietra è alla mercé dei loro nemici. La guerra tra Pyross e Hydross sembra senza fine, fino a quando Skän, giovane guerriero Pyross, posa lo sguardo su Kallisto. Skän è un ragazzo dal corpo agile e scattante e dalla cresta arancione; è il protagonista della storia. È stato allevato dai suoi genitori, Rodos e Béryl, in uno spirito di giustizia, di tolleranza e di pace. Più che guerriero è poeta e compositore, un animo sensibile anche se un giovane assai forte. Kallisto, bellissima ragazza degli Hydross, è la protagonista femminile del film. E’ musicista, ballerina e cantante. La sua disinvoltura e la sua innata simpatia nascondono un’intelligenza, una tolleranza d un entusiasmo giovanile che la rendono curiosa di scoprire l’ignoto. Romantica, s’impegna in un amore a priori senza speranza, e si dimostra piena d’iniziative e di determinazione nella ricerca di una soluzione. L’amore tra i due giovani avvicinerà i due popoli. Insomma, una storia d’amore e di pace, e di questi tempi ci sta bene. Ma nulla, né amore né pace, riesce subito e facilmente in questo film d’animazione.
Al di là della sinossi, e per meglio comprenderla, è il caso di raccontare brevemente l’universo nel quale si muovono i due popoli ed i protagonisti della storia, oltre ad un ulteriore cenno sui popoli stessi. La Terra nella quale si muovono questi popoli ha, come per noi, un anno di 12 mesi, e giornate di 24 ore. Un sole illumina le giornate, una luna le notti. Però, Questo mondo conosce solamente due stagioni: la stagione secca e la stagione delle piogge. Durante la stagione secca, la temperatura sale fino ai 70 gradi e tutta la vegetazione si prosciuga o brucia. La vita si ripara nei sotterranei. Il mondo è un deserto in cui solamente le notti sono relativamente fredde. La stagione delle piogge si preannuncia con un po’ di foschia all’orizzonte, poi con qualche sporadico rovescio e infine si stabilizza sotto forma di piogge scroscianti 24 ore su 24.
I Pyross, popolo del sole, hanno la pelle arancione, una muscolatura secca, i tratti del viso segnati e delle creste cartilaginose sul cranio al posto dei capelli. Venerano il fuoco e il sole. Per loro, la temperatura ideale si trova attorno ai 70 gradi. A 40 gradi, tremano. Sono a loro agio solamente durante la stagione secca. Sono invece molto sensibili all’acqua, che corrode la loro pelle come un acido. Esporsi a un temporale provoca la morte. Di conseguenza, durante la stagione delle piogge, i Pyross vivono rinchiusi nella loro città troglodita di Orfalaise, si vestono di lattice, di tela cerata o di tessuto catramato. Inoltre, non ingoiano liquidi e si nutrono esclusivamente, oltre che di raggi di sole, di carne grigliata.
Gli Hydross, popolo della pioggia, si trovano a qualche giorno di marcia dalla città dei Pyross. A qualche giorno di marcia della città dei Pyross si trova Amphibole, la città degli Hydross che adorano l’acqua, ma temono il sole. Gli Hydross hanno un fisico decisamente più rotondo, più fluido di quello dei Pyross. La loro pelle è verde smeraldo o azzurrino. Lo loro vita è completamente scandita dalle due stagioni del loro mondo. Durante la stagione secca, il sole e il calore li pietrificano. Dormono o si “ibernano” così durante undici mesi, trasformati in statue. Fin dal ritorno della stagione delle piogge, l’acqua li risveglia: recuperano la loro mobilità, la loro fluidità, la loro grazia. Durante questo periodo, rimangono svegli 24 ore su 24 dimostrandosi iperattivi: pensano solo a festeggiare, cantare, ballare, suonare, scolpire. Si raccontano i sogni che hanno fatto durante il loro sonno di pietra. Si tratta innanzi tutto di un popolo di artisti. Incapaci di violenza, si trovano impotenti di fronte agli attacchi dei Pyross. La loro unica difesa è lo stratagemma che consiste nel mischiarsi a statue vere sperando di passare inosservati. Ignorano ovviamente l’uso del fuoco. L’acqua costituisce la maggior parte della composizione del loro corpo e della loro alimentazione, così come la frutta e le verdure crude.
Il realizzatore, Philippe Leclerc, è nato nel 1953. Ha dedicato la propria vita al cinema d’animazione. Animatore in due film di Paul Grimault, dopo la realizzazione di parecchi film pubblicitari diventa il primo assistente di René Laloux. In 1992, fonda lo studio Praxinos a Montpellier e realizza diverse serie d’animazione per la televisione.
Concludendo, vediamo insieme di conoscere meglio le terminologie tecniche dei film d’animazione. Il nostro giornale on-line è seguito con attenzione da cinefili e curiosi del mondo della settima arte, che possono gradire un breve approfondimento su termini tipici del mondo dell’animazione, che spesso sentiamo citare senza conoscerne appieno il significato. Il turnaround è un insieme di disegni che mostrano la struttura grafica, le misure e le proporzioni di un personaggio facendolo “girare” (di faccia, di tre quarti, di profilo e di spalle). Lo storyboard, e questo forse è più noto a tutti, è una sorta di fumetto le cui vignette sono tutte dello stesso formato e descrivono con precisione le azioni di ogni personaggio. Il layout è la disposizione e la sistemazione di un‘inquadratura rispettando le indicazioni dello storyboard. Contiene soluzioni tecniche per la realizzazione di questa inquadratura (allestimento scenico e altri elementi fissi come le pose-chiave dei personaggi). Il compositing corrisponde al missaggio visuale computerizzato dei diversi “strati” di elementi che compongono l’immagine finale (scenografia, personaggi, effetti speciali, etc.). Le linetests sono delle riprese dell’animazione eseguite prima della “messa in bella” e della colorazione per controllarne la qualità e rivelarne eventuali difetti o errori.

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"Il cinema sostituisce ai nostri sguardi
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Andrè Bazin