E poi, non paghi del colpaccio, hanno bissato con questa bella commedia agrodolce: IL PRANZO DELLA DOMENICA. Il film si apre con il rituale del pranzo domenicale in una casa romana dove la signora Malorni, ormai vedova, riceve le sue tre figlie con i rispettivi mariti e figli. In famiglia ci sono delle inevitabili scaramucce ma niente di grave. Poi però la padrona di casa, cadendo , si rompe un femore e viene portata all'ospedale. Mentre la madre viene operata e affronta il conseguente periodo di degenza ospedaliera, assistiamo alle storie delle tre famiglie che si alternano e, talvolta, convergono. C'è Rocco Papaleo, il giornalista di sinistra arrabbiato (un esplicito omaggio al professore che Stefano Satta Flores interpretò nel bellissimo C'ERAVAMO TANTO AMATI di Ettore Scola). Egli non può fare a meno di urlare le sue proteste contro il governo di destra, anche in una trasmissione sportiva, e ciò gli procura una serie di licenziamenti che mettono in crisi anche la moglie, Elena Sofia Ricci, che ha dei problemi di alcoolismo. C'è Massimo Ghini, impenitente donnaiolo che come avvocato si trova spesso a dover castigare dei mariti adulteri come lui. E c'è Maurizio Mattioli, che è quello a cui molti si rivolgono quando si trovano in difficoltà, perché è un uomo affidabile e molto umano, come possiamo ben vedere dal costante sostegno, morale e fisico, che offre a sua moglie, Barbara Rossi, affetta da crisi depressive. Ovviamente questi sono solo i presupposti: successivamente tutti i conflitti si evolvono, con risvolti comici o drammatici, cadenzati dai periodici infortuni della "matriarca", brontolona ma simpatica. La sceneggiatura è buona, magari non molto originale, ma sicuramente gli eventi riescono a conferire credibilità ai personaggi. C'è un vero abisso rispetto alle macchiette dei vari VACANZE DI NATALE. E la regia riesce a mantenere vivo il film, senza cadute, il che non era compito facile in quanto si tratta di un'opera corale. Gli attori sono tutti bravi ed il loro apporto ha molta importanza, proprio come accadeva nelle vecchie commedie di Monicelli o Scola. Ma il personaggio più bello, e meglio interpretato, è probabilmente quello di Maurizio Mattioli. Concludendo, dopo tanti anni passati a fare miliardi, i Vanzina sembra che si siano finalmente messi a fare cinema, dimostrando finalmente di saperlo fare bene. Speriamo che non ci ripensino.
La frase: "Quando in una famiglia c'è l'armonia, c'è tutto!"














