Il secondo merito, a mio avviso, è quello di non aver riproposto nei loro film i tormentoni ed i personaggi che li avevano resi famosi nelle loro performance televisive: sarebbe stato possibile, oltreché molto facile (e anche qui molti loro colleghi dovrebbero prendere esempio). Ora è la volta di questo LA LEGGENDA DI AL, JOHN &JACK. Due anni fa, all'uscita di CHIEDIMI SE SONO FELICE, il loro terzo e forse migliore film, i tre avevano annunciato di avere in cantiere un film "americano", e giurarono che sarebbero tornati su quel progetto. Hanno mantenuto l'impegno e il risultato è questa ..LEGGENDA..in cui fanno a meno di Marina Massironi, anche perché i pochi e scarsamente importanti ruoli femminili del film non le si addicevano per questioni anagrafiche (tutt'al più avrebbero potuto scritturare Sandra Milo!). Al, John &Jack sono tre gangster al soldo di un boss che va matto per le cosce di pollo (un redivivo Aldo Maccione) negli Usa sul finire degli anni cinquanta. Inutile dire che non sono esattamente dei veri duri, anzi come malavitosi si rivelano piuttosto maldestri, al punto che uccidono per sbaglio una congiunta del loro boss che avrebbero dovuto proteggere, e dovranno trovare un sistema per salvarsi dalla vendetta del loro capo... La sceneggiatura denuncia troppe tortuosità e poche trovate comiche riuscite (ottima quella che vede Al perdere la memoria ogni volta che si addormenta). Il film è nel complesso deludente, penalizzato da un ritmo che più di una volta si arresta. Certo, le scenografie sono bellissime, ma questo è il minimo che si deve pretendere da una pellicola che ha alle spalle uno sforzo produttivo (dicono) di quindici miliardi delle vecchie lire! La sequenza più bella del film è forse quella in cui Al si trova sul cornicione di un grattacielo, come James Stewart in LA DONNA CHE VISSE DUE VOLTE ( o VERTIGO), capolavoro hitchcockiano esplicitamente citato nella prima scena. Risulta invece datata la figura dell'omosessuale- macchietta (ragazzi, queste cose lasciatele fare a Neri Parenti: non vorrete mica rubargli il lavoro!). Bocciati, dunque, Aldo, Giovanni &Giacomo? Questo no: solo rimandati al Natale 2003, nella speranza che trovino sotto l'albero una sceneggiatura meno velleitaria e più ispirata...La GIOSTRA ha fede!
La frase: "...Quanto è vero che mi chiamo Niccolò Carosio!!!".














