Cast artistico: Osman Elkharraz (Krimo), Sara Forestier (Lydia), Sabrina Ouazani (Frida), Nanou Benhamou (Nanou), Hafet Ben-Ahmed (Fathi), Aurélie Ganito (Magalie), Carole Franck (la professoressa), Hajar Hamlili (Zina), Rachid Hami (Rachid), Meriem Serbah (la madre di Krimo), Hanane Mazouoz (Hanane), Sylvaine Phan (Slam).
Cast tecnico. Regia di Abdellatif Bechiche, da un soggetto dello stesso regista sceneggiato sempre da Abdellatif Bechiche insieme con Ghalya Lacroix. Fotografia di Lubomir Bakchev; scenografia di Michel-Ange Gionti; costumi di Maria Beloso-Hall; montaggio di Antonella Benveja e Ghalya Lacroix. Il produttore è Jacques Ouaniche (NOE Productions), mentre produttori associati sono Charles Taris e Franck Cabot-David.
Veniamo alla sinossi del film.
Siamo nell’estrema periferia di Parigi. Dopo aver contrattato senza concessioni, Lydia ha finalmente il suo bel vestito. Sfila in mezzo ai palazzi, passa davanti agli appartamenti delle sue amiche, vestita da principessa del Settecento. In un mondo di scarpe da ginnastica e di tute sportive, si potrebbe pensare che la gente la prenda in giro, ma tutti sono d’accordo nel riconoscerne la bellezza. Sicura di sé, sa quel che deve fare e niente potrà impedirle di raggiungere i suoi obiettivi. Lydia conosce tutti i suoi vicini di casa dall’infanzia: sa in quale palazzo vivono, qual è la loro finestra, come se tutta questa gente facesse parte della sua famiglia. Vera tempesta umana, vuole farcela in tutto ciò che fa. E’ stata scelta per recitare nello spettacolo di fine anno, e prova senza sosta il testo del “Gioco del caso e dell’amore” di Marivaux. I suoi compagni devono seguirla a tutti costi, tra liti e disaccordi. Quando Abdelkrim, per tutti “Krimo”, passa accanto a Lydia nel suo bel vestito, s’innamora a prima vista, un vero colpo di fulmine. Lui, che di solito passa il suo tempo nei vicoli della città, in compagnia dei suoi compari, all’improvviso scopre l’amore. Ma Krimo non è il tipo da smancerie ed ha una reputazione da mantenere: allora, come fare per dichiararsi a Lydia senza perdere la faccia? Sarà Marivaux a offrirgli l’occasione di dire quello che non saprebbe dire. Così Krimo accetterà una parte nella commedia, per esprimerle il suo amore. Ma la sfida è enorme: Krimo troverà le parole giuste, sfidando l’ostilità e la gelosia?
Il regista dichiara: “Questo film è nato senza nessun aiuto economico o sovvenzione, ma per un incredibile concorso di circostanze. Volevo girare la storia di una famiglia araba nel Midi, un progetto che mi stava molto a cuore, ma per il quale non riuscivo a trovare finanziatori. Le banlieus parigine erano state talmente stigmatizzate che sembrava quasi impossibile raccontarne una situazione in cui non ci fossero droga, criminali, violenze carnali. Io, invece, volevo parlare di teatro e di amore. Ho deciso di concentrarmi su un aspetto particolare della vita nelle periferie. La mia preoccupazione maggiore era fare un film, e quindi una finzione, senza tradire la realtà”.
Kechiche è reduce da “Tutta colpa di Voltaire” (“La faute à Voltaire”), con il quale si è aggiudicato il Leone d’oro per l’opera prima alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia 2000, nonché premi ai festivals di Namur (2000), Angers (2001), Stoccarda (2001), Colonia (2001).














