Come sempre, vediamo la sinossi del film.
Figlia di una coppia di macellai che abitano in una piccola cittadina di provincia, Mélanie - a dieci anni - mostra un grande talento nel suonare il pianoforte. Partecipa così al concorso per entrare al conservatorio, ma fallisce, turbata dall'atteggiamento disinvolto della presidentessa di giuria, una celebre pianista. Profondamente delusa, Mélanie abbandona lo studio del pianoforte. Dieci anni più tardi, in occasione di uno stage, Mélanie incontra il signor Fouchécourt, il marito della donna che ha, senza ombra di dubbio, cambiato la sua vita. Rapidamente notata per la sua precisione e la sua abnegazione al lavoro, Mélanie viene assunta in casa del signor Fouchécourt per prendersi cura del figlio. Il rapporto con la signora Fouchécourt è decisamente buono, perché Mélanie si mostra molto sensibile alla musica e si occupa di girarle le pagine.
Il regista ha dichiarato: "Il filo conduttore del film è la storia di una vendetta. Ma dietro questa vicenda, si nasconde qualcosa di più ambiguo, in cui il fascino e l'attrazione si confondono con la manipolazione. Il film parla di vendetta sociale e del suo corrispettivo psicologico. Ma considerando che l'interpretazione della musica è soprattutto qualcosa di fisico, mi sembrava che questa vendetta dovesse essere molto fisica, suscitando paura e tensione man mano che la narrazione andava avanti. (...). Il ruolo della voltapagine è quello di un essere invisibile, che entra sulla scena dopo i solisti, che rimane seduta durante i saluti e che sembra non avere nessuna importanza nella riuscita dell'interpretazione. Tuttavia, girare pagina troppo presto o troppo tardi può causare un disastro. Questo potenziale pericolo, d'altra parte, è ancora più affascinante, considerando che il pubblico non sospetta nulla. La scommessa del film poggiava sulla scelta delle due interpreti. Dovevano esprimere tutta l'ambiguità che avevo sognato per il film: il rapporto costante tra forza e debolezza".
Denis Dercourt è nato a Parigi nel 1964. Laureato in filosofia a Nanterre, ha conseguito anche il dottorato in scienze politiche. E' stato solista di viola all'Orchestre Symphonique Français.
Un film uscito il 9 agosto scorso in Francia, che ha spaccato la critica d'oltralpe in due tronconi, anche se la maggior parte delle recensioni sono state molto buone (come, ad esempio, nel caso di "Paris Match" e "Le Parisien"). Una frase che mi è piaciuta e che ho trovato pertinente, è quella scritta da Manuel Merlot per "Fluctuat.net"; tradotta, questa frase recita così: "...un film glaciale che soffia sul caldo e sul freddo con una certa grazia".














