Una visione Differente

L'avventura

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Dall’isola di Lampedusa, cui eravamo approdati per RESPIRO di Emanuele Crialese, ci imbarchiamo per raggiungere le isole Eolie, in cui è ambientata una parte di L’AVVENTURA, celebre film di Michelangelo Antonioni del 1959.
Film famoso, dicevo. Sicuramente il primo in cui il cineasta ferrarese abbia affrontato in modo davvero incisivo il tema dell’incomunicabilità (seguiranno, a completare la trilogia, LA NOTTE e L’ECLISSE, sempre con la musa Monica Vitti). Però io credo che non si possa archiviare la prima parte della produzione di questo grande regista con un solo termine: incomunicabilità. Così come non si può liquidare l’ultima fase della sua produzione – quella di BLOW UP e ZABRISKIE POINT – sostenendo che si tratta di “film sull’alienazione”. Le etichette nel cinema sono sempre fuorvianti.

Per esempio, ne L’AVVENTURA, oltre al tema della difficoltà a comunicare c’è anche un accorato referto sulla sostanziale solitudine degli uomini e delle donne, e ci sono riflessioni sulla labilità dei sentimenti e sulla futilità dei modelli di vita borghesi. E, soprattutto, c’è la grande arte di un cineasta che sa creare il ritmo con il silenzio, un silenzio che a volte risulta assordante perché descrive meglio di mille dialoghi il vuoto che i personaggi si portano dentro (anzi, se c’è un punto debole nei film di Antonioni sono proprio i dialoghi, che spesso suonano artificiosi). E, sempre ne L’AVVENTURA, ci sono sequenze magistrali, che si stampano per sempre nella memoria, ed immagini bellissime, anche grazie allo splendido bianco e nero della fotografia (che è di Aldo Scavarda).

La trama. Anna – benestante figlia di un diplomatico a riposo – parte con lo yatch di un amico costruttore per una crociera. Insieme a lei, fra gli altri, ci sono l’amica Claudia e il compagno Sandro, un architetto (Gabriele Ferzetti). I croceristi sbarcano in un primo momento su uno scoglio delle isole Eolie. Il paesaggio naturale è da mozzare il fiato, ma loro al massimo ne approfittano per fare un bagno o prendere il sole, anzi Giulia, l’unica sensibile al fascino di quel posto, viene puntualmente zittita ed è ritenuta una stupida. Durante una conversazione, Anna cerca di spiegare a Sandro che vorrebbe restare da sola perché nel loro rapporto c’è qualcosa che la fa soffrire, ma lui si limita a rispondere in modo ora rassicurante ora cinico. Poco dopo, Claudia (Monica Vitti) cerca Anna ma non la trova. Così chiede a Sandro e agli altri se l’hanno vista, ma neanche loro sanno dove sia . In breve comincia una ricerca che costringe tutti a scandagliare gli anfratti di quell’isola alla quale prima erano indifferenti, ma Anna non si trova. Mentre gli altri partono per Taormina, Claudia e Sandro rimangono sull’isola e coinvolgono la polizia nelle ricerche della donna scomparsa. Ma fra loro due sta nascendo qualcosa, anche se Claudia in un primo momento non vuole ammetterlo e cerca di fingere che tutto sia ancora come quando sono partiti. Poi Claudia si innamora e cede alle insistenze di Sandro, e i due, pur proseguendo nelle ricerche, stanno insieme e si sorprendono a sperare che la scomparsa di Anna sia definitiva. Infine raggiungono Taormina, dove vengono ospitati nella lussuosa villa di Ettore, l’amico costruttore per il quale Sandro lavora. E lì, durante una notte insonne e tormentata, Claudia scopre che Sandro ora ha tradito anche lei, e scappa via piangente. Lui la insegue. Nella scena finale, è Claudia a consolare Sandro: ora sono insieme nella loro consapevolezza di essere soli.

Il film ebbe numerosi riconoscimenti, fra cui il Premio speciale della Giuria a Cannes ed il Nastro d’argento.

La Frase: "E' triste. Triste da morire!".

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"Il cinema sostituisce ai nostri sguardi
un mondo che si accorda coi nostri desideri."

Andrè Bazin