La mancanza di spessore culturale di tanta produzione musicale viene così compensata da copertine glamourous, interviste pseudo shock, ammiccamenti evidentemente poco ispirati, e da una videografia immensa e curattissima da cui ne risulta un'immagine sempre più sfuocata e comunque attenta ad ogni minima evoluzione di costume. Insomma che sia un cartone animato ("Music"), divetta erotica ("Erotica"), pioniera del geniale (?) girl power ("Express Yourself") o semplice techno misticheggiante regina del nulla la domanda rimane la medesima: ma Madonna saprà di Madonna?!
I TRE VIDEO ESSENZIALI
LIKE A PRAYER
Dall'album "Like a Prayer"-1989
regia di: Mary Lambert
Finisce il predominio del pop. Finiscono i balletti spensierati e le super tinte per capelli e Madonna, effettivamente in anticipo sui tempi e per la prima volta quasi convinta, si lascia andare ad un lavoro intimo in cui i temi della famiglia e della religione fanno da protagonisti ispirati. La scelta è ripagata da 22 milioni di copie vendute, ottenute anche grazie ad un attenta e mirata polemica ostentazione di convinto disaccordo verso un sistema bigotto e controverso. Pregiudizio e razzismo come temi per consacrare il personaggio e colpire l'America puritana con un videoclip tra i più discussi e famosi della storia.Un uomo di colore accusato e punito ingiustamente per uno stupro diviene martire di cera da consacrare alla giustizia dell'uomo bianco. Madonna rivive la vicenda da scomoda testimone di violenze e ingiustizie scalfendo nella propria pelle la medesima sofferenza in una sorta di sogno estremamente reale e realistico. Tutta la candida coscienza cristiana macchiata da lacrime di sangue e croci fiammeggianti che con forza ed impeto illuminano la scena in un'atmosfera da musical drammatico. Si tratta di un clip fortemente "dark" dalla regia molto sveglia capace di alternare montaggi ritmici a brevi piani sequenza con il gusto del flashback e per le atmosfere oniriche solo accennate. Dietro la vicenda narrata si cela un messaggio forse piu ampio e forte: la possibilità data agli uomini di liberare innocenti Figli Di Dio e lasciare pregiudizi e razzismi a bruciare su alti crocefissi.
BAD GIRL
Dall'album "Erotica"-1993
regia di: David Fincher
Con l'album "Erotica" Madonna sceglie il sesso come sua nuova provocazione. Prima con il libro fotografico (e poco artistico) "Sex" e poi con lo stesso video "Erotica" le fantasie della popstar vengono date in pasto ai media senza alcun pudore o ritegno mettendo a dura prova il codice di censura ma facendo anche in modo di rimettere il suo nome in circolo come mai lo era stato. Tra i tanti estratti dall'album questo rappresenta una delle opere più delicate che, pur descrivendo situazioni e personaggi moralmente discutibili, rendono giustizia ad un'anima semplicemente "sporcata" da una sessualità sempre più libera e meno consapevole. Si tratta di una donna affranta dentro, incapace di fare trasparire nulla della propria mediocrità, convinta protagonista della propria fragilità che porta a letto uomini senza saperne neppure il nome, capace di riassumere tutta se stessa in un solo frammento: un bicchiere di champagne e una scatoletta di cibo per gatti. Su tutto regna un' immagine sinistra, una sorta di spirito diabolico in fattezze di uomo, in particolare Christopher Walken, presente in tutti i 5 minuti di clip, silenzioso osservatore di rapporti fulminei e di fulminee e solitarie crisi depressive messe a tacere a suon di schiaffi alcolici. Storie di personaggi consumati nella quotidianità, distrutti nella solitudine e costretti a soluzioni mortificanti il genere umano. Storie a breve termine: Madonna finisce strangolata da uno dei tanti improvvisati amanti e il suo corpo giace freddo sul letto mentre il suo spirito guarda già la scena dall'esterno, sempre in compagnia, questa volta consapevole, del moderno Mefistofele. Si tratta di un video raffinatissimo, curato con grande maestria dal regista di "Seven" e "Fight Club", oltre che dei clip "Vogue" e "Oh Father" sempre per Madonna.
NOTHING REALLY MATTERS
Dall'album "Ray Of Light"-1999
regia di: Johan Renck
"Ray Of Light" riporta Madonna sulle piste da ballo, a metà strada tra sonorità techno e concetti di orientalismo spiccio. Con il video di "Frozen" e la regia di Chris Cunningham l'album acquista subito un fascino incredibile sia tra gli estimatori della bella melodia che tra i moderni cultori dell'elettronica. Nonostante tutto ciò è veramente difficile credere anche lontanamente ad una sola parola della diva. Tutto sembra essere di plastica, liscio e luccicante, avvolgente ma molto molto freddo. Lo spirito dell'intero album può essere perfettamente riassunto in questo clip ultra futuristico e strapieno di effetti speciali, riuscitissimi ma anche questi totalmente indifferenti alla pelle dello spettatore. Per l'occasione Madonna si trasforma in una cybernetica geisha del terzo millennio immersa nella solitudine pulsante di figure estranee e plastificate. Il rosso dell'abito contrasta con il marrone sporco in cui è calata la mora quarantenne protagonista, isolata bambola dai
movimenti ritmati e scaltri, estranea alla massa frenetica di strani esseri prodotti della chimica, ricreati ad immagine di uomo e ricoperti da pesanti tute bianche. Su tutto colpisce l'immagine di un grosso cuscino bianco, pieno di aria, capace di schivare ogni abbraccio, sfuggente ad ogni altro tipo di legame, libero oggetto di desiderio e di ricordi, quando l'uomo non correva ad un metro da terra e gli schermi non avevano preso il sopravvento sul reale. Prodotto elaboratissimo nella fotografia (che avvolge in un bianco latteo volti e maschere anti gas) come nella regia (che scruta spazi e azioni) e che lascia un senso di assoluta inconsistenza...














