Una visione Differente

Personal velocity

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“Personal Velocity” (USA 2002/colore/Dolby Digital/90 min.) è un film di Rebecca Miller, che vanta due presentazioni importanti per i cinefili di tutto il mondo, prima di arrivare (con non poca fatica) sugli schermi italiani, dal 16 maggio; si allude al Festival di Locarno 2002 ed al Sundance Film Festival 2003.
Prima di parlare del film, passiamo velocemente in rassegna il cast artistico e quello tecnico. Le interpreti dei tre personaggi protagonisti sono: Parker Posey, Kyra Sedgwick e Fairuza Balk. Tra gli altri attori figurano: John Ventimiglia, David Warshofsky, Tim Ghinee, Fallace Shawn, Lou Taylor Pucci e Seth Gilliam. Di seguito, invece, il cast tecnico. Regia e sceneggiatura di Rebecca Miller. Produttori: Lemore Syvan, Gary Winick ed Alexis Alexanis. Direttore della fotografia: Ellen Kuras. Musiche: Michael Rohaytn. Scenografie: Judy Becker. Montaggio: Sabine Hoffman. Aiuto regista: Carrie Fix. “Personal Velocity” è una produzione IFC Production e InDigEnt, in associazione con Goldheart/Blue Magic Pictures.
Dopo questa doverosa scheda del film, passiamo alla storia.
Tratto dalla fortunata serie di racconti di Rebecca Miller, “Personal Velocity” racconta tre storie di donne giunte ad una svolta nella loro vita. Kyra Sedgwick è Delia, un'energica donna della classe operaia, che vive in una cittadina dello stato di New York. Lei lascia il marito e parte per un viaggio alla riconquista del potere che ha perduto. Parker Posey è Greta, un'ambiziosa giornalista che si occupa di cucina e che lotta (anche se non proprio strenuamente) per cercare di restare fedele al marito, gentile ma totalmente banale e poco interessante. Fairuza Balk è Paula, una giovane donna inquieta che parte per un viaggio in compagnia di un giovane autostoppista, dopo un incontro fortuito e fatale per le vie di New York. Il film segue gli sviluppi delle tre storie, che si concluderanno con una sorta di risveglio della parte più intima di ognuna di loro, e con il ritrovamento della strada giusta.
Ecco la storia del film. Il padre di Delia (Kyra Sedgwick), Pete Shunt (interpretato da Brian Tarantina) era l'unico hippie della cittadina di Catskill, nello stato di New York. Passava gran parte del tempo seduto e strafatto, senza fare niente, ma quando qualcosa andava storto non riusciva a controllare la sua rabbia. Era solito picchiare sua moglie, la mamma di Delia, anche se poi si sentiva in colpa. Quando sua madre ne aveva avuto abbastanza e se ne era andata, la ragazza aveva deciso di restare con suo padre perché pensava che lui avesse più bisogno di lei. Delia aveva perso la verginità a dodici anni, e da allora aveva cominciato ad apprezzare il potere della propria sessualità. Non si curava affatto delle opinioni della gente. Quando aveva sposato Kurt (David Warshofsky) a diciassette anni, era molto innamorata di lui. E quando poi erano cominciate le violenze, non era riuscita a lasciarlo. Aveva sopportato le botte per dodici anni, fino a quando Kurt le aveva fatto talmente male da far urlare anche i suoi figli. Delia, sempre pronta a sopportare in silenzio il suo dolore, decide di non tollerare più il dolore dei propri figli, e così scappa di notte portandoseli dietro. Si trasferiscono in una specie di casa famiglia, dove però non resiste a lungo. La convivenza con ragazzini sporchi, donne tristi e assistenti sociali impietosite non fa per lei. Cerca di trovare una soluzione, un posto dove andare, pensando a tutti quelli che conosce e che hanno già lasciato Catskill. Alla fine le viene in mente una “disgraziata” come lei, una sua ex-compagna di scuola, Fay McDougherty (Mara Hobel), che si é trasferita a Why, nello stato di New York, dove suo marito dirige una banca. Sebbene Fay e Delia non siano mai state veramente amiche, Delia ha sempre pensato che tra di loro ci fossero delle affinità. Una volta l'ha addirittura difesa da un tizio che la infastidiva. Fay non sembra entusiasta di sentire la voce di Delia, forse perché la riporta ad un passato che vuole dimenticare; tuttavia prova compassione e si dichiara pronta ad aiutarla. Delia ed i suoi figli possono sistemarsi nel suo garage. Le cose funzionano anche perché riesce a trovare lavoro come cameriera nel bar del paese. I figli sono felici e cominciano ad andare bene a scuola e soprattutto non sentono affatto la mancanza del padre. Ma Delia la sente, eccome: è grata a Fay ed al marito per averle offerto un tetto, ma al tempo stesso prova una sorta di risentimento verso la generosità e la condiscendenza dimostrate da Fay. Delia si sente sola e inutile. Sarà soltanto nel momento in cui tornerà ad essere quella di una volta, che riuscirà a pretendere ed ottenere il potere che ha perso.
Il padre di Greta Hershkovitz (Parker Posey), Avram (Ron Leibman) è uno degli avvocati più famosi del paese. Aveva quarant'anni quando ha sposato la madre di Greta, Maroushka, sua seconda moglie, una donna di venticinque anni, emigrata dalla Polonia, nata ad Auschwitz e rimasta orfana durante la guerra. La giovane donna era sempre stata più vicina a suo padre, incarnava la sua affascinante voracità, e si era allontanata sempre di più dalla dolcezza malinconica di sua madre. Dopo il liceo ad Harvard, si era iscritta alla facoltà di legge, seguendo le impronte del padre. Un fine settimana, quando Greta aveva 21 anni, nella casa di campagna dei suoi genitori a Why incontrava per caso suo padre con la sua nuova e giovane fidanzata. Sopraffatta dal dolore nei confronti di sua madre, aveva smesso di parlare al padre, cominciando a rimandargli indietro la posta e gli assegni, senza neanche aprirli. Alla fine, aveva abbandonato gli studi e quando Maroushka si era ammalata di cancro, aveva fatto ritorno a New York per starle accanto. E’ allora che Greta incontra Lee e s’innamora dei suoi valori e del suo essere perbene, tranquillo e devoto a lei. Questo la fa sentire al sicuro. Avram non ha una grande considerazione di Lee e vede la storia di Greta con lui come una specie di ripicca nei suoi confronti. Greta decide di sposare Lee durante un viaggio nell'Ohio. In quel contesto, la sua bontà e il fatto che Lee riesca ad incarnare alla perfezione gli ideali del bravo ragazzo americano, hanno un effetto formidabile su di lei. Dopo la cerimonia nuziale, rigorosamente in abito bianco, celebrata nella cittadina di Lee, seguono due anni di matrimonio praticamente perfetti. Greta trova lavoro come revisore di bozze alla Warren e Howe, una famosa casa editrice di Manhattan. Promossa a redattrice di cucina, non si emoziona più di tanto, perché tutto quello che desidera è vivere in pace con suo marito. Quando Thavi Matola, uno dei giovani scrittori più in voga della sua generazione, firma un contratto con la Warren e Howe con la condizione che sia proprio Greta a curare l’edizione del libro, per la prima volta lei si sente presa alla sprovvista. Il successo professionale non fa parte dei suoi piani. Nonostante cerchi di resistere, lei sente riaffacciarsi dentro di sé tutte le ambizioni e i desideri che in quegli anni aveva cercato di soffocare, per dedicarsi soltanto all'amore per Lee. Greta trascorre i mesi successivi a lavorare con Thavi, trascurando sempre di più la sua vita con Lee. E proprio nel momento in cui sembra essere pianemante appagata da quella vita tranquilla che si è ritagliata e modellata con le sue stesse mani, sente rinascere in lei una miscela di desideri: il successo, il desiderio di altri uomini. Un flirt con Thavi e il successo del libro da lei curato, un incontro con un pretendente dei tempi del liceo che le riporta alla mente la breve relazione avuta ad una settimana dalle nozze, il rinnovato interesse e l'orgoglio di suo padre per lei e la sua rinata passione per il lavoro… tutto spinge Greta a pensare che sia giunto il momento di rivedere qualcosa nella sua vita
Mentre guida sotto la pioggia battente, Paula (Fairuza Balk) raccoglie un giovane autostoppista, Kevin (Lou Taylor Pucci), un quindicenne sporco e pieno di lividi. Quando Paula entra in un negozio per comprare delle ciambelle, lascia tranquillamente il ragazzino in macchina con le chiavi nel cruscotto. Mentre aspetta in fila, le sembra di vedere il ragazzino rubarle la macchina, ma quando torna lo trova lì ad aspettarla. Seguendo un impulso improvviso, la ragazza decide di andare a fare visita a sua madre a Why, nello stato di New York. Invita anche il ragazzino ad entrare, ma lui preferisce aspettarla in macchina. La madre di Paula (Patti D'Arbanville) e il suo compagno Peter (David Patrick Kelly) restano sbalorditi dalla sua visita inaspettata. Peter non è felice di vederla. Anni prima Paula era scappata di casa. Era stato il suo attuale ragazzo, Vincent (Seth Gillian), con il quale vive, a raccoglierla per strada. Lei aveva sempre cercato di conservare il suo rapporto con la madre, ma la situazione tra le due donne era piuttosto tesa. La figlia spiega a sua madre il motivo di quel viaggio. La sera precedente aveva litigato con Vincent. E così, sentendosi irrequieta e nervosa, aveva deciso di uscire con un'amica e l'incontro fortuito con uno sconosciuto affascinante le era sembrato una specie di segno del destino. Uscita dal locale insieme a lui, i due si erano messi a passeggiare innocentemente per la strada. Improvvisamente un'auto di passaggio in velocità aveva schizzato Paula, riempiendola di fango. Il suo nuovo amico si era scusato con lei, dicendole di sentirsi profondamente imbarazzato per l'accaduto, perché sarebbe toccato a lui camminare dalla parte della strada. E così si erano scambiati di posto, ma un'altra auto arrivata a gran velocità lo aveva investito, uccidendolo. All'inizio Paula non si era neanche resa conto dell'accaduto. E quando finalmente aveva capito, si era sentita ancora più confusa: ma lei che ci faceva lì? Arrivata sul posto la polizia, lei era semplicemente scappata. Era salita in macchina ed aveva cominciato a guidare. Mentre Paula racconta a sua madre l'accaduto, arriva una telefonata di Vincent. Lei non sa cosa dirgli. Lui è nervoso, preoccupato, geloso. La mente di Paula in questo momento è diretta esclusivamente verso un mare di idee, sogni, ambizioni; vuole dipingere, scrivere, fare in maniera che succeda qualcosa. Intanto, decide che il ragazzino che era ancora con lei doveva andar via. Gli da un po' di soldi e gli dice di andare per la sua strada. Ma mentre sta scendendo dalla macchina, Paula nota dei lividi sul suo braccio: capisce così che ha subito delle sevizie. Decide che non può abbandonarlo. Il ragazzino è troppo spaventato per andare in ospedale, allora Paula lo convince a farsi curare da lei. Si fermano in una farmacia, comprano il necessario e vanno in un motel. Mentre Paula cura le sue ferite, il ragazzo si addormenta come un bambino. Allora lei telefona a Vincent e gli racconta tutto quello che è successo: del tizio al locale, dell'incidente, del ragazzo in fuga. Vuole portare il ragazzo a casa con lei e tenerlo con loro. Vincent è colto alla sprovvista, ma accetta. Quello che vuole è che Paula torni a casa. La cosa solleva la giovane donna. Finalmente le cose cominciano ad avere senso….
Le tre storie delle tre donne si intrecciano nel lungometraggio che segna il debutto alla regìa di Rebecca Miller, che vanta già diverse sceneggiature per il cinema e la tv. Come avrete capito dalla sinossi del film, la sceneggiatura è composta da una trilogia che racconta le storie di tre donne che devono prendere alcune decisioni cruciali, e soprattutto narra del modo in cui arrivano a prenderle. Parlando della sceneggiatura, l'autrice dice: “E' una sorta di cocktail di scelte personali e destino, che insieme compongono quella che io chiamo la <velocità personale> di ognuno. È la combinazione di scelte e altri elementi, come per esempio la propria storia, la famiglia, o anche un elemento mistico, quella specie di mano invisibile che ci muove nel corso della nostra vita. Non so bene di cosa si tratti, e il mio obiettivo non è certo trovare una risposta a questo quesito. Mi limito solo a porlo in evidenza. L'elemento comune di queste tre storie di donne così diverse è proprio la loro <velocità personale>, che diventa l’argomento di fondo del film. Ognuna di loro, cioè, sta fuggendo da una situazione per entrare in un'altra. Tutte e tre arrivano e fuggono allo stesso tempo. Quindi il tema principale è la fuga, la partenza, anche se in realtà c’è una di loro che ritorna. Ma in quel caso direi che più che di ritorno, si tratta di un nuovo inizio”.
Un cenno sulle tre protagoniste. Parker Posey (Greta) definita la 'Regina dei film indipendenti', da Time Magazine, ha interpretato più di 30 film negli ultimi sette anni tra i quali “La casa del si” di Mark Waters (Premio Speciale della Giuria al Sundance FilmFestival 1997); “Suburbia” di Richard Linklater; “La vita è un sogno” sempre di Richard Linklater; “C’è posta per te” di Nora Ephron. Kyra Sedwick (Delia) ha conquistato il successo sul palcoscenico e sullo schermo ottenendo due candidatura al Golden Globe, un Theatre Award, il premio del Los Angeles Drama Desk Critics Circle e un Dramalogue. Di recente ha terminato le riprese del film indipendente “Red door”. La ricordiamo in “Phenomen” di Jon Turtelbault, con John Travolta ed in “Mr. And Mrs. Bridges” accanto a Paul Newman e Joanna Woodawrd. Fairuza Balk (Paula) pur non avendo ancora trent'anni, ha già più di 39 film al suo attivo, che le sono valsi numerosi premi e riconoscimenti. L'attrice è stata Sapphire nel film di Cameron Crowe “Quasi famosi”. Tra i film da lei interpretati ricordiamo il ruolo di Cecile de Volange in “Valmont” di Milos Forman.
Del co-produttore Gary Winick abbiamo già parlato in occasione di “Tadpole - Un giovane seduttore a New York”. E proprio parlando di quella pellicola, abbiamo fatto cenno alla coraggiosa attività della InDigEnt, la piccola ma molto creativa società di produzione giunta con questa pellicola a quota sette produzioni, tutte a basso costo, utilizzando esclusivamente videocamere digitali, e tanto cervello! Tutto ciò è parte essenziale del manifesto del nostro movimento cineculturale.

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"Il cinema sostituisce ai nostri sguardi
un mondo che si accorda coi nostri desideri."

Andrè Bazin