Una visione Differente

Regalo di Natale

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Lo so, l’accostamento è scontato, ma dovuto: LA RIVINCITA DI NATALE, recensito nell’ultimo giro della GIOSTRA, non può non essere abbinato ad un cult come REGALO DI NATALE, il film che consolidò il successo di Pupi Avati nel 1986. Il regista bolognese aveva disseminato lungo gli anni settanta un pugno di film bizzarri e originali fin dai titoli: LA MAZURKA DEL BARONE, DELLA SANTA E DEL FICO FIORONE, oppure LA CASA DELLE FINESTRE CHE RIDONO e si era imposto successivamente con UNA GITA SCOLASTICA, nel 1983, rilanciando fra l’altro un vero attore come Carlo Delle Piane, che qualcuno ricorderà ragazzo in GUARDIE E LADRI o nelle vesti dell’amico di Alberto Sordi in UN AMERICANO A ROMA di Steno. Con REGALO DI NATALE Avati mette a fuoco il suo lucido pessimismo e la sua capacità di scrivere e dirigere da solo un film che ha, fra i suoi tanti meriti, quello di fregiarsi di un gruppo di grandi attori – da Abatantuono ad Haber, da Gianni Cavina al già citato Carlo Delle Piane.

Dimenticate il buonismo e la ruffianeria di tanti film natalizi: il Natale di questo film è un Natale al vetriolo, la storia di una partita a poker che diventa metafora dei rapporti fra gli uomini. Un bluff, una sfida, una mano persa o vinta, un’impennata d’orgoglio al tavolo da gioco sono sintomatiche del latente sadismo che si nasconde dietro le convenzioni borghesi e i rapporti di amicizia. Ma lasciamo la parola all’autore: <<Mi sono introdotto furtivamente>> - spiegò Avati - <<in quella fumosa saletta da gioco limitandomi a spiare oltre le spalle dei cinque giocatori le loro carte, ma soprattutto i pezzi della loro vita che la singolare riunione di quella notte via via proponeva>>.
Cosa aggiungere? Chapeau, maestro.

LA TRAMA. Quattro amici – Franco, gestore di un cinema; Lele, giornalista cinematografico piuttosto sfigato; Stefano, proprietario di una palestra e Ugo, snaturato padre di famiglia che si arrangia con le televendite – si ritrovano dopo tanto tempo per una partita a poker in cui intendono “spennare” l’avvocato Santelia, un attempato signore conosciuto da Ugo. E’ la notte di Natale, e la partita a poker è inquinata da vecchi rancori: Ugo, un tempo migliore amico di Franco, ha sedotto in passato la moglie di quest’ultimo, rovinando in modo definitivo un matrimonio già in crisi. Ora Ugo sembra volere ottenere il perdono di Franco fornendogli l’occasione di dividere con lui e gli altri quella che si preannuncia essere una grossa vincita ai danni dell’avvocato, giocatore piuttosto sprovveduto. Ed infatti Franco vince una mano dopo l’altra, Santelia sta ormai perdendo un patrimonio, ma all’improvviso la fortuna sembra girare bruscamente dalla sua parte…

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"Il cinema sostituisce ai nostri sguardi
un mondo che si accorda coi nostri desideri."

Andrè Bazin