Una visione Differente

Soffio

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"SOFFIO" (tit. orig.: "BREATH") è il titolo dell'ultimo film del prolifico regista coreano Kim Ki-Duk, presentato all'ultima edizione del Festival di Cannes 2007. In uscita sugli schermi italiani il 31 agosto 2007, il film è interpretato da Chang Chen, Zia e Ha Jung-Woo e prodotto dalla casa di produzione dello stesso regista, la Kim Ki-Duk Film, in associazione con Cineclick Asia e Sponge. La fotografia è stata curata da Sung Jong-Moo, le scenografie da Hwang In-Jun, mentre il montaggio è di Wang Su-An. Costato soltanto 500.000 dollari, il film viene così descritto da Kim Ki-Duk: "Talvolta, c'è un momento nelle nostre vite in cui è difficile respirare. Una condanna a morte, secondo la legge, è la soppressione del respiro. Ma soltanto perché noi non ci troviamo nel braccio della morte, non significa che siamo in grado di respirare liberamente. In realtà, possiamo vivere un'esperienza molto più dolorosa di quella di una persona condannata a morte. Quando la fiducia viene meno. C'è una donna che ha perso fiducia nella vita e si reca nel braccio della morte per incontrare un criminale che non ha mai visto prima. E gli rivela tutta la sua situazione. Incontrando questa donna, il prigioniero vive i momenti più felici della sua vita, nonostante i suoi giorni siano contati. Ma presto lui perderà il respiro, quando giungerà la sua ora. I respiri affannosi di un condannato a morte e quelli di una donna, lentamente si fondono insieme. Quando la donna espira, l'uomo inspira; quando la donna inspira, l'uomo espira. Ma quando uno di loro cesserà di respirare, anche l'altro lo farà".
Il regista, poi, aggiunge: "Se è l'odio che è stato inspirato, allora sarà il perdono a venire espirato. Se è la gelosia che è stata inspirata, allora sarà la compassione a venire espirata. Se è la speranza che è stata inspirata, allora sarà la resa a venire espirata. Se riusciremo a respirare in questo modo, allora anche l'acqua e l'olio potranno mescolarsi".
Ed ora, la sinossi del film. In una fredda giornata d'inverno, dopo aver appreso che suo marito ha un'altra donna, Yeon si dirige senza riflettere verso la prigione in cui è rinchiuso Jin. Sebbene non lo conosca personalmente, le frequenti notizie in televisione sui suoi tentativi di suicidio si sono fatte sempre più strada nel suo subconscio ed ora la donna è spinta a cercarlo. Jin non ha visitatori e normalmente non accetterebbe di incontrare un perfetto sconosciuto, ma quando scopre che è una donna, accoglie la sua richiesta per curiosità. Il loro primo incontro è quindi all'insegna dell'imbarazzo. Yeon tratta Jin come se fosse un vecchio amico, mentre l'uomo non si apre così facilmente. Jin rimane sorpreso quando Yeon ritorna a trovarlo una seconda volta. In questa occasione, lei ha decorato la sala delle visite con delle enormi foto della primavera che sboccia e ha riempito la stanza con dei fiori primaverili finti. Lei lo attende con un vestito primaverile e gli canta un allegro brano primaverile. Dopo questo incontro, nelle sue visite successive Yeon porta a Jin tutte le stagioni. Nel frattempo, il marito di lei inizia ad insospettirsi, mentre Jin gradualmente apprezza gli sforzi di Yeon e si apre nei suoi confronti, visto che la donna gli dimostra una costante devozione, nonostante le esplosioni di rabbia che lo contraddistinguono. Un giorno, il marito la segue fino alla prigione ed è testimone dell'intimità esistente tra Jeon e Jin. Il marito geloso la trascina a casa e cerca di tenere separata la nuova coppia. Mentre sono costretti a rimanere divisi, il tempo che precede l'esecuzione di Jin si assottiglia sempre di più. Ma i due sono già legati tra loro più di quanto il marito possa pensare, aldilà della vita e della morte. E una disperata Yeon trova il modo per eludere la sorveglianza di suo marito e aiutare Jin ad uscire dalla sua misera condizione.
A questo punto, non resta che vedere il film.

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"Il cinema sostituisce ai nostri sguardi
un mondo che si accorda coi nostri desideri."

Andrè Bazin