Una visione Differente

Specchio magico

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"Specchio magico" ("Espelho magico", Portogallo - 2005), presentato alla 62ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel settembre dello scorso anno, giunge finalmente nei cinema italiani dal 30 giugno 2006. Chi è il regista? Incredibile ma vero, è il grande vecchio del cinema portoghese, lo splendido ragazzo di novantotto anni, Manoel de Oliveira. Da quando collaboro con questo sito, cioè da poco più di cinque anni, è la terza volta che mi occupo di un suo nuovo film. Non l'avrei mai creduto possibile, quando la prima volta mi accingevo a scrivere dell'opera di un regista già ultranovantenne! Leviamoci il cappello dinanzi ad una mente tra le più vivaci ed originali del cinema europeo, a dispetto di un'età che gli farebbe perdonare qualsiasi cedimento, quantitativo o qualitativo che fosse. E invece no, siamo ancora qui a parlare di un suo film, libero, creativo, complesso, pieno di vita; e non è la prima volta che un suo film è tratto da un romanzo di Agustina Bessa-Luis ("A alma dos ricos"). Il film si avvale di un grande cast: Ricardo Trepa, Leonor Silveira, Duarte de Almeida, e la partecipazione speciale di Marisa Paredes, Michel Piccoli e Lima Duarte. Difficile sintetizzare due ore e un quarto di film, ma ci proviamo.
Appena uscito di prigione per un crimine che non ha commesso, Luciano trova un lavoro nella ricca tenuta di Alfreda. Rimane sorpreso nell'apprendere che il più grande desiderio della donna è quello di assistere ad un'apparizione della Madonna. Non le bastano le belle macchine ed i vestiti costosi? Forse è stata colpa di quello strano professor Heschel, esperto biblista, quando le ha detto che la Benedetta Vergine era ricca! Alfreda non troverà pace fin quando non potrà parlare alla Vergine Maria durante un'apparizione. Suo marito Bahia si interessa molto più di musica che di lei, ma un ambiguo accordatore di pianoforti trama affinchè il sogno di Alfreda diventi realtà. Il resto, neanche a dirlo, è tutto da vedere.
Manoel de Oliveira ha fatto avere alla stampa italiana, tramite la società Mikado che distribuisce la pellicola, alcune dichiarazioni relative a come egli ama raccontare in breve la storia del suo film ed a come inquadra lo stravagante personaggio di Alfreda, occasione per un attacco alle fasce sociali più agiate: "Alfreda, il personaggio principale, è ossessionata dal desiderio di assistere ad un'apparizione della Vergine. Assillata da quest'idea, vive una serie di eventi apparentemente sconclusionati, frutto in realtà dello stato psichico che affligge l'anima dei ricchi, classe sociale alla quale lei ed il marito appartengono. Ma Alfreda non raggiungerà la luce di cui parlano coloro che hanno sfiorato il tunnel funesto e sono sopravvissuti".
Manoel de Oliveira, il più grande regista portoghese, acclamato in tutto il mondo, è un innovatore per antonomasia. Il suo talento visivo è straordinario. Le sue inquadrature sono composizioni ovvie, semplici, ma - al contempo - inimmaginabili. Ovvie e semplici quando le guardiamo, ma in fase di ripresa, sul set, è difficile poter immaginare che si riesca a farle così piene di significato, fascino e bellezza. Solo pochi sanno realmente "vedere cinematograficamente"; de Oliveira è uno di questi. Potremmo dire che egli abbia la cinepresa incorporata negli occhi. Il suo è un cinema audace, dal tocco geniale, personale, talmente unico ed originale da spaccare critici e pubblico in chi lo venera e chi non lo comprende.
Le riprese di "Specchio Magico" sono iniziate alla fine del marzo 2005. Il film è stato girato in otto settimane tra il Portogallo (Póvoa de Lanoso, Porto e Póvoa de Varzim), Venezia ed i luoghi sacri in Israele. Il montaggio è stato realizzato a Parigi tra maggio e luglio. Ad inizio settembre era già alla rassegna festivaliera di Venezia. Tutto molto veloce, tranne l'arrivo sugli schermi italiani.
Come già detto, mi sono occupato più volte del maestro portoghese; stavolta voglio aggiungere delle meritatissime note biografiche del regista. Manuel Cândido Pinto de Oliveira nasce il 12 Dicembre 1908 a Porto. S'interessa presto al cinema, grazie al padre che lo porta a vedere i film di Charles Chaplin. All'etá di 20 anni si iscrive all'"Escola de Cinema". Nel 1931 gira il suo primo documentario, della durata di 18 minuti. Nel 1942 dirige il suo primo lungometraggio, "Aniki-Bóbó". Impossibile sintetizzare la sua lunghissima filmografia. Ricordiamo soltanto che nel 1985 ha ricevuto il Leone d'Oro a Venezia con "La scarpetta di raso", e che altri suoi successi internazionali (sovente presentati a Venezia ed a Cannes) sono: "La Divina Commedia" (1991), "Viaggio all'inizio del mondo" (1997 - con Marcello Mastroianni), "Inquietudine" (1998), "Ritorno a casa" (2001), "Il principio dell'incertezza" (2002), "Un film parlato" (2003 - con Deneuve, Malkovich e Papas). Nel 2004 riceve il Leone d'Oro alla Carriera al Festival di Venezia, dove presenta "Il Quinto Impero". Incredibile la prolificità di questo autore che dimostra tutta la sua giovinezza creativa. Cosa resta da dire? Magari gli facciamo tutti insieme gli auguri perché faccia un altro film e che festeggi l'evento a Venezia a 100 anni d’età! Chissà, con de Oliveira... mai dire mai!

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"Il cinema sostituisce ai nostri sguardi
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Andrè Bazin