Strange days, film del 1995, diretto da Kathryn Bigelow e prodotto e scritto da James Cameron, è un cult, a mio parere, per gli appassionati di fantascienza. La storia ci immerge in un’atmosfera noir e distopica, in un mondo alternativo, cupo e invaso dalla modernità.
In una caotica Los Angeles la polizia combatte il traffico illegale di…ricordi. Qui i ricordi si spacciano, si vendono e si comprano, di ricordi ci si abusa e per essi si uccide….i ricordi sono una droga.
Parlo di ricordi perché l’oggetto fuori legge è un nuovo prodotto della tecnologia: lo SQUID, che permette di registrare le esperienze vissute (con tutti i cinque sensi compresi) dalla corteccia cerebrale per poi realizzare delle clip in grado di far rivivere particolari momenti. L’ ex poliziotto Lenny Nero, diventato spacciatore , inizia ad indagare, assieme alla sua amica Lonette “Mace”, su una serie di omicidi. Il caso vuole che questi si ricollegano all'attuale fiamma dell'amore perduto del protagonista, Faith.
Il film estremizza vari aspetti dell'epoca in cui viviamo: tutto si può commerciare, tutto è prodotto di mercato, perfino i ricordi, e la tecnologia infrange quotidianamente il nostro intimo, la nostra vita privata. Ma qual’è il limite? Adesso le telecamere, le fotografie, le registrazioni, ci permettono di comunicare con il passato e di riviverlo, in un certo senso. Ma quando sarà possibile entrare in una esperienza con tutti e cinque i sensi, l'uomo sarà in grado di non strumentalizzare questa capacità? Farla diventare addirittura pericolosa e fuorilegge?
Strange Days ci mostra la cruda realtà, come ogni distopia, mette a nudo possibili, anzi, probabili mondi, e ci fa capire che niente nelle nostre mani è al sicuro, neanche la memoria, e tutto può rivolgersi contro di noi.
“I ricordi sono fatti per svanire”














