Una visione Differente

Un film parlato (Um Filme Falado)

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“Un film parlato” (Um filme falado – Portogallo/Francia/Italia, 2003) è il film con il quale Manoel de Oliveira torna in concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2003, giunta alla sessantesima edizione.
Il cast artistico del film è composto da Leonor Silveira (Rosa Maria), John Malkovich (Captain John Walesa), Catherine Deneuve (Delfina), Stefania Sandrelli (Francesca), Irene Papas (Helena), Filipa De Almeida (Maria Joana), Luìs Miguel Cintra (Portuguese Actor). Nel cast tecnico meritano una citazione il Direttore della fotografia Emmanuel Machuel, il responsabile del suono Philippe Morel, lo scenografo Zé Branco, la costumista Isabel Branco. Manoel de Oliveira, oltre ovviamente alla regìa, ha curato personalmente ed integralmente la sceneggiatura. Il produttore è Paulo Branco, e ci fa notare che i Branco in questo film sono un po’ troppi per non sospettare che siano tutti parenti stretti tra loro, ma a giudicare dal risultato finale del film la cosa è perdonabile! Le società che hanno collaborato economicamente alla realizzazione del film sono la Madragoa Filmes, la Gemini Films e la Mikado Film, insieme con la rete televisiva France 2.
Questo nuovo lavoro di de Oliveira narra la storia di Rosa Maria, giovane professoressa universitaria di storia, attraversa il Mediterraneo in crociera con la figlia Maria Joana, diretta a Bombay, in India, per incontrare suo marito. Nelle diverse città in cui sosta lungo la crociera, Rosa Maria conoscerà per la prima volta i luoghi di cui parla nelle sue lezioni, mai visitati prima. Cosí il viaggio attraverso Ceuta, Marsiglia, le rovine di Pompei, Atene, le piramidi d’Egitto e Istanbul, diventa anche un viaggio attraverso la civiltà mediterranea, e un’evocazione di quel che ha più marcato la nostra cultura occidentale. Durante la crociera Rosa Maria conosce anche tre donne che la colpiscono molto: una francese, imprenditrice di successo; un’italiana, ex famosa modella; una greca, attrice ed insegnante; nonché il comandante della nave, un americano di origine polacca. Ma sulla rotta del Golfo Persico una strana minaccia turba la crociera e mette in pericolo la nave e la vita dei passeggeri…
Manoel de Oliveira ha dato alla stampa, alcune settimane prima dell’uscita del suo film, una nota a sua firma, che qui di seguito riportiamo integralmente.
“È <un film parlato> poiché è parlato in varie lingue. Poiché sin dai primordi ognuna di esse rappresenta un contributo all’evoluzione della civiltà occidentale. Si tratta, in definitiva, di un modo traverso di toccare ciò che è fondamentale in questo film parlato. Tutto avviene lungo un viaggio su una nave da crociera. Una professoressa di storia attraversa il Mediterraneo con sua figlia, per andare a trovare il marito, pilota d’aereo, e trascorrere le vacanze insieme dall’altra parte del mondo, a Bombay. È anche un pretesto per rendere omaggio a tre grandi attrici di teatro e di cinema che hanno attraversato una lunga e gloriosa vita artistica, e che ci danno, attraverso i personaggi che rappresentano, una visione critica di questa civiltà, in una semplice conversazione a tavola, con l’esperto comandante della nave che le conduce in questo nuovo viaggio”.
Il regista portoghese è nato nella cittadina di Passamarinas il 12 dicembre 1908. Vicino al compimento dei 95 anni di età lo troviamo straordinariamente attivo, lucido, esemplare. Pensare che il suo esordio risale al 1929; praticamente egli ha attraversato tutte le fasi della storia della cinematografia, dalla fine del muto all’inizio del terzo millennio! Una storia che non ha eguali. Il primo grande successo è datato 1942: “Aniki Bobo”.
Manoel de Oliveira è paradossalmente ancora più attivo in questi ultimi anni, come dimostra la straordinaria filmografia recente. Nel 1996 ha diretto “Party”, in concorso a Venezia. L’anno seguente è fuori concorso a Cannes con “Viaggio all’inizio del mondo”. Nel 1998 è la volta di “Inquietudine”, anch’esso presentato fuori concorso a Cannes. Del 1999 è la terza presenza consecutiva a Cannes con “La lettera”, questa volta in concorso, e vincitore del Gran Premio della Giuria. Non salta un anno il grande maestro portoghese, e così nel 2000 torna in concorso a Venezia con “Parola e utopia”. E saltellando allegramente tra i due festivals, lo ritroviamo in concorso a Cannes nel 2001 con “Ritorno a casa”; ed in quest’anno non fa torto a nessuna delle due rassegne festivaliere, presentandosi fuori concorso a Venezia con “Porto della mia infanzia”. Incredibile per la sua età: un film l’anno, e addirittura due nel solo 2001! Considerata la qualità che mantiene nelle sue opere, è roba da standing ovation! Nel 2002, manco a dirlo, lo ritroviamo in concorso a Cannes con “Il principio di incertezza”, ed in questi giorni lo ritroviamo in concorso a Venezia con “Un film parlato”.

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"Il cinema sostituisce ai nostri sguardi
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Andrè Bazin