Scrivendo "seriamente", posso enunciare per espletare il tutto una citazione tratta dalla voce di quel vecchio saggio (e neanche Confucio arriverebbe a tanto) che era Tomas Milian nei film degli anni 70, quando ad un tratto dice "...Ho detto che palle e non solo che palle, ho detto che rottura de cojoni!". Dopo il piccolo cappello, con tanto di cappello, tolgo il cappello, mi metto comodo e vi illustro il particolare. Sto attraversando quel particolare momento che è chiamato da insigni luminari della scienza comportamentale, il "Periodo di pubertà cinematografico", dove si è ribelli verso una situazione che detta le sue leggi e che non ti fa passare per tutti gli sforzi fatti, si è disattenti al tenere un comportamento adeguato rispetto alla cultura cinematografica basilare e di accademia, ma soprattutto non si è in grado di comprendere quali siano gli appoggi o gli scogli a cui aggrapparsi come punti di riferimento ( da qui la famosa frase, Attachete a stò scojo). Non citerò il fatto che in questo periodo ci si masturba in maniera avida e bramosa, ma questa è la fase che tratta tutta un'altra filmografia...! Mi rivolgo a chi "non" è appassionato di cinema, o meglio, non soltanto, ci vuole amore, ma non basta ancora, ci vuole perseveranza e tante altre cose ... Ad esempio la prima che mi viene in mente è (per chi fa cinema) che ci vuole un pubblico, e non quello ammaestrato dalle porcate che si vedono in giro (e non torno a ciarlare del porno) oggi giorno e se ne vedranno ancora tante. Ma neanche gli schifignosi occhi di una cultura ottusa e negatamene d'Essai. Non ci avete capito molto? Aò, l'Odissea si chiama così perché è lunga...continuate a seguirmi...














