Non è certo questo il problema, anzi ben venga, l'importante è pianificare un'idea e portarla sullo schermo, qualunque essa sia...lungi da me fare il moralista dicendo che c'è da stare attenti alla famosa puntualizzazione "a meno che non sia palesemente lesivo dei diritti umani", ma devono sempre spiegarmelo questo cavillo. L'atto e il principio non convergono e non convengono in un giudizio universale chiaro e comunque sembra di discorrere a metafore. Per non scambiare binario come ben diceva Dostoevskij "...L'arte sta nella brevità..." e di rimando ribatteva Wilde "...L'artista può esprimere tutto..." e rincalzando "...L'arte è completamente inutile..." , io vorrei precisare che, come la fervente produzione di cortometraggi ha subito una mastodontica impennata (e non sto certamente a puntualizzare sui contenuti), anche la nascita dei concorsi (di rimando) si è infittita in maniera caotica. Il piccolo consiglio in questo fervente labirinto di scelta, più o meno mirata, è di diffidare a volte dei concorsi di giovane nascita... Ho visto vincere un corto dalla palese fattezza imbarazzante (anche per l'autore), con la motivazione adotta tra gli addetti ai lavori "..il fatto è che è costato una sacco di soldi..." Ho visto nascere concorsi dall'oggi al domani tra studenti del D.A.M.S. e da "grandi comunicatori" di SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE, con giuria improvvisata dai loro professori e gli altri partecipanti storcere il naso... (Piccolo Inciso: Non mi invitate più a simili scempi, chiedendomi di scrivere, perché poi va a finire che io lo faccio davvero). E non starò neanche a dirvi che ho visto però (come bilancia di giustizia) vincere per la migliore fotografia un corto completamente buio, non ci sarebbe da scandalizzarsi con queste nuove arti visive sperimentali, ma se il vincitore prima della proiezione e del voto saluta da vecchio amico tutti gli organizzatori e la giuria... allora c'è da riflettere...( e questo era un concorso giunto oramai a varie edizioni!). Ma allora come scegliere? Si potrebbe utilizzare il titolo di un libro famoso "Va dove ti porta il cuore"...io non l'ho mai fatto!!! Questa era solo la preparazione all'inghiottire tanti e bei bocconi amari per chi si cimenta nelle dure prove dell'ambiente, arrivando dal nulla o per non sminuire l'uomo, dal suo essere fuori dal giro!!! L'importante è creare creare e creare...tanto la distribuzione e la produzione del cortometraggi italiano fa praticamente schifo!!! Niente paura... sotto a chi tocca!!!














