Una visione Differente

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Me lo sono andato a ricercare tra le "scartoffie" che gelosamente e rincincignatamente conservo nei miei cassetti della scrivania: in uno ho i sogni, in un altro i miei soggetti con le sceneggiature e nell'ultimo in basso (ma non per schernire la sua importanza) i ritagli di riviste e giornali. Eccolo là, un brandello del Corriere Della Sera datato venerdì dieci Gennaio duemilatre, quando era ancora lontana da me l'idea di questa rubrica e non credendo che esistano esperienze innate nella conoscenza dell'individuo ma bensì sapendo che a volte il destino ci riserva sorprese e tutto torna, ecco che, firmato G. Gs. , parlerò proprio per carta, come nel detto cartacanta! Con questo discorso che testualmente riporterò come da dichiarazione rilasciata all' Adnkronos (pur non condividendo il fine ultimo alla sua scadenza, che tra parentesi non si è fortunatamente attuato, ma anche io so per certo che quando girano gli "zebedei"...) chiarificherò per l'ultima volta la mia posizione e esemplificherò ciò che penso, rispondendo in ultima analisi a tutti quelli che mi scrivono, che mi parlano o che mi leggono in e per questa rubrica. Chi ha nel cinema la sua vita non può non accorgersi della situazione catastrofica in cui sono ubicati i giovani autori, dovrei dare atto a quelli che dicono spavaldamente " chi ha talento prima o poi emerge", che cos'è il gioco della mezza verità e la mezza bugia e noi dobbiamo scoprire quale delle due sia vera o falsa? Citerò Mary Shelley da "Frankenstein": "...tutta quanta la mia vita mi appariva come un sogno; qualche volta mi chiedevo se si trattava di cose realmente avvenute perché mai esse si presentavano alla mia mente con la forza della realtà..." Ecco, come il cinema, dalla mente alla carta dalla carta alla pellicola dalla pellicola alla mente; un circolo vizioso che può piacere o no! La vita di chi lavora nel mondo del cinema e di chi guarda film è comunque una vita, ma il film non è palesemente tale. Chi non riesce a poter imprimere e cioè esprimere una sua idea sulla pellicola e ha per scopo di vita quello del cinema che poi altro non è che il sognare ad occhi aperti ( perché giustamente se li chiudi cosa vuoi vedere?) allora da qualche parte c'è qualcosa di sbagliato. Certo come lessi in un detto popolare delle mie parti "Chi non accetta non merita"...e ognuno gli dia l'interpretazione che ritiene più opportuna. Per tornare al discorso iniziale dell'articolo, parafrasando un celebre libro di Nietzsche: Così parlò Francesco Nuti: " ...se entro il 15 Febbraio non riuscirò a fare uno dei film che ho scritto, volerò via. Sì, mi suiciderò perché è troppo duro ricevere solo rifiuti dai produttori, che con me si sono arricchiti, e non realizzare Film. Avevo presentato la richiesta per il fondo di garanzia per OLGA E I FRATELLASTRI BILLY, poi è cambiato il governo: mi è stato fatto capire che avrei avuto via libera solo avvicinandomi alla destra. Sono disoccupato come quelli di Termini Imerese ai quali devolverò il 25 per cento dell'incasso del mio film, se mai lo farò..." La mia, tengo a precisare non vuole essere un'accusa ai danni di nessuno e non vorrei neanche essere lezioso dicendo "a buon intenditor poche parole" anche perché potrei incappare in alcuni doppi sensi dai quali preferisco astenermi. Intendo però ribadire il fatto che poi magari la zuppa cambierà, ma ad oggi la minestra mangiata è sempre la stessa e la difficoltà nell'emergere non è una cosa fittizia, ma dura realtà. Diceva bene (tanto oramai con queste citazioni ho stufato, carina la battuta, si parlava di minestre e zuppe...poi eccoti lo stufato!) Augusto Daolio nella canzone Ma che film la vita... E per chiudere in bellezza questa carrellata di citazioni, voglio proporvene una che è il sunto secondo me, di tutto il discorso astratto che ho fatto (anche perché di concreto c'era solo la parte puramente catastrofica ma da vivere con immenso stoicismo) poiché il cinema è bello la vita è bella (e ce ne ho infilata un'altra) e messe insieme sono veramente fantastiche! Robert Altman da una spiegazione: " Il cinema è solo uno specchio. Non si può mostrare la realtà. Realtà è accettare tutto, la realtà è caos, è stupida mentre la fantasia è ordine, è struttura chiaramente. Per questo attraversiamo la realtà per giungere alla fantasia dove tentiamo di dare un senso al non-senso (la realtà)" In ultima analisi, tengo sempre a mente cosa mi disse il maestro Ugo Gregoretti nell'unica volta in cui lo incontrai ed ebbi la fortuna di parlargli "Ricorda che il cinema non deve essere la tua passione ma bensì la tua ossessione" E così ho finalmente detto tutto, forse anche il contrario di tutto e se fossi cane bau, se fossi gatto miao ma se fosse tardi ciao(citando Guzzanti, che sta preparando un film).

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"Il cinema sostituisce ai nostri sguardi
un mondo che si accorda coi nostri desideri."

Andrè Bazin