Quasi dimenticavo, pure Urbani (ma lui quando lo intervistano non parla, ride!) e poi i vari De Laurentis e gli esponenti della Lucky Red, Cattleya, Fandango, Cinecittà Holding, Medusa e Rai Cinema…parla Pupi Avati, L’ex Ministro Melandri, Titti De Simone e pure Pino Farinotti (che se nessuno lo avesse riconosciuto, lo spiega lui chi è…). Di una cosa sono certo, non mi sono mai sentito tanto preso per il culo e offeso nell’intelligenza tanto che al pronunciare la parola cazzo e merda, la coprolalia non tange il sentimento ripugnante! Veramente si odono frasi al limite della decenza e della decadenza. Citando Piergiorgio Odifreddi nel titolo di un suo libro: C’era una volta un paradosso...E’ ovvio che ci troviamo a competere nella lotta impari tra i ranghi e tutti ci chiamiamo Goljadkin nella peggiore delle ipotesi dello sdoppiamento Dostoevskiano nel Sosia, o la peggiore delle sventure della virtù di D.A.F. Sade? E che cazzo!!!! Non intendo enunciare alcun fatterello, anche perché la contraddizione del tutto in tutto, appare come il PRINCIPIO DELLA NEGAZIONE DELLA NEGAZIONE dei discepoli di Carmelo Bene (con tanto di doveroso plauso). Un prolasso di parole, da udire con tanto di profilassi o di profilattico come riparo nel modo in cui è giusto intendere le cose! Sembra quasi doveroso, dopo tante bojate, cominciare a parlare, invece che di cinema, per una volta davanti a due stuzzichini e un bel bicchiere di Merlot, sarebbe bello ciarlare di tette, culi e strappone balenanti attorno ad un palo, strettamente osservato da quattro maschietti arrapati e devoti all’acclamazione della masturbazione (che come scriveva il mio amico Andrea:ORMONI CHE SE NE VANNO, PARANOIE CHE TORNANO). Non si capisce più se esistono persone con la tendenza a fare gli indiani o nella peggior ipotesi la contropartita è quella di trasformarsi in Americani e il vino in un miracolo creativo si tramuta in Pepsi ( posso fare pubblicità, anche perché c’è scritto nella nuova legge sul cinematografo). Una sola cosa mi sento dentro e ve la voglio con tutta la forza, esternare, alleggerita dalla maestria dell’Albertone Nazionale: VE C’HANNO MAI MANNATO A QUER PAESE…da questo poi possiamo iniziare a discutere del cinema del pianto e del rimpianto…di come mio nonno poteva godere nell’assistere alle gesta di Vittorio De Sica e mio padre può incazzarsi nel trovarsi Cristian De sica e del come io possa vomitare nel beccarmi Brando De Sica…ma non è un fatto di cognomi…mica ho detto per caso Muccino! (ma ci macherebbe altro) io non ho le palle per fare i nomi (figuriamoci i cognomi, mica dico Costanzo, Infascelli fratello e sorella, oppure Ponti)! Non mi passerebbe in testa per caso Tognazzi and C. oppure la famiglia Gassman…per sentire e leggere i nomi dovete comprare il libro (postumo) di ALBERTO FRASSINO…Non mi sento veramente (Omericamente) Nessuno per dare a Giancarlo Giannini del “Coglione” solo perché è a favore (e grazie….) della nuova legge del cinema…mica mi chiamo Carlo o Enrico e sono il figlio di Steno!!! Faccio presente a tutti i miei lettori, che non bisogna essere parente o amico, o vicino o conoscente oppure simpatizzante del portiere del palazzo o cognato della donna delle pulizie…di uno che conosce il cinema per entrare a far parte del giro!!!














