Una visione Differente

Il paese delle favole

E-mail Stampa PDF

(come tutte le favole che si tramandano per via orale, gli avvenimenti possono essere stravolti, ecco perché credo che, seppur in maniera modificata, Pupi Avati conosca questa novella, e prepotentemente in questo periodo gli sia tornata alla mente come in una reminiscenza..)

C'era una volta,
un paese stranissimo, dove i suoi abitanti parlavano una lingua assurda, un ciarlare a sproposito pieno zeppo di frasi come: "cioè, ne prendo atto, non c'è problema, ci penso io, le faremo sapere" in pratica una vera babele nel senso più ampio del termine.
Una mattina, mi son svegliato, proprio in questo luogo e la cosa che mi colpì, fu vedere una moltitudine di sale cinematografiche piene zeppe di film stranieri e di gente che li andava a vedere!
Camminavo da solo per le strade piene di immondizia avendo solo una cosa in mente: fare un film!
Avevo un'idea eccellente ma niente soldi e siccome non era un sogno e non potevo far apparire dalle tasche ne conigli ne fogli da 500euro, mi ritrovai soltanto con una grande idea: geniale, innovativa e pronta per essere messa in discussione e realizzata!
Purtroppo in questo stravagante paese, mi chiesero subito di chi fossi parente o amico, ma io non me lo ricordavo; avevo in mente solo il mio soggetto e in mano la mia sceneggiatura.
Vuoto mentale anche per le successive risposte alle domande "hai degli agganci?" "e in politica da quale parte stai?".
Cominciai allora a inviare il mio progetto a tantissime case di produzione, che non leggevano affatto neanche una riga o ne davano un fugace sguardo, forse anche per il fatto che l'idea nasce dall'attimo fuggente…ma se se ne va!?!
Quando cominciarono ad arrivare le risposte (sempre meno della minima parte delle domande) furono solo richieste di delucidazioni: "cioè?" "cosa mi rappresenta?" e subito dopo "ne prendo atto, non rientra nei nostri piani di produzione ma non c'è problema".
Io chiedevo solo di darmi una piccola possibilità o che almeno ciò che avevo partorito col pensiero avesse avuto la giusta considerazione, così mi sentii dire " potrebbe rientrare tra le sovvenzioni statali, ci penso io, ma lei ha una produzione che garantisce i soldi?"
Cominciai a pensare che qui si toccava seriamente l'abisso della follia: io chiedevo i soldi a loro e loro me li chiedevano a me!
Mi calmai soltanto quando udii la frase più sana e intelligente che era anche lo slogan di quel pazzo paese " tutto apposto, le faremo sapere!!".
Contento (e coglionato) me ne tornai verso casa ma non ricordavo neppure dove fosse o forse non ne avevo più una.
Mi sedetti allora su una panchina proprio di fronte ad un cinema e aspettai, accorgendomi del tempo che scorreva inesorabile, grazie al cambio delle locandine dei film.
L'attesa era snervante anche perché non avevo passatempi, in quel paese disastroso, le sigarette e l'alcol erano illegali, poiché erroneamente erano creduti dannosi alla salute (che assurdità).
Alla fine un giorno appena tolsero l'insegna del quindicesimo episodio della saga di Star Wars, attaccarono una locandina con lo stesso titolo del film che avevo proposto io; allora entrai al cinema, lo vidi e mi commossi, poi pensai due cose: la prima era che dovevo smetterla con la droga che mi faceva fare questi strani sogni; la seconda fu che se fosse realmente esistito un paese così, saremmo stati tutti fregati, ma meno male che…..

Digg! Reddit! Del.icio.us! Google! Live! Facebook! Technorati! StumbleUpon! MySpace! Yahoo!
 
Commenti (1)
titolo
1 Martedì 14 Aprile 2009 21:28
facci
grazie per avermi salvto da una nota della professoressa,ho copiato questo testo per il mio tema...grazie chiunque tu sia

Aggiungi un commento

Il tuo nome:
Indirizzo email:
Titolo:
Commento:
  La frase di verifica. Solo lettere minuscole senza spazi.
Frase di verifica:

"Il cinema sostituisce ai nostri sguardi
un mondo che si accorda coi nostri desideri."

Andrè Bazin