Una visione Differente

Maurizio Quantestorie

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Se chiudo gli occhi e penso di immaginarmi la luna, non la cerco in cielo, ma nel riflesso dell’acqua di un pozzo (mi piace l’altra), proprio come faceva Bertoldino, e se quella sera fossi eccitato come ora, vorrei capire emulandolo, come si fa l’amore o magari farlo da cartone animato…Vorrei essere tante persone diverse, il mio singolo doppio e giocare la mia vita, come una favola, tante ne ho scritte figli miei e voi lo sapete, ma oggi ve ne propongo una veramente bella, il suo scopo è il cinema, il suo interprete me lo immagino: buffo, simpatico e disponibile, in un nome potremmo pensare a…Maurizio Nichetti e il comprimario uno tipo me…ma per non rendere il tutto solamente un ghiribizzo, dovremmo dare una morale e quale potrebbe essere…diciamolo alla fine .

C’era una volta un giovane autore che si mise in testa di fare delle domande ad un suo grande Maestro, gli scrisse e dopo un po’ Egli gli rispose…allora il ragazzo ( diciamo quasi un ometto, altrimenti mi ringiovanisco troppo), cominciò a colpirsi la faccia con dei grossi e ripetuti schiaffoni, ERA SVEGLIO! E sembrava pure abbronzato dopo tutte quelle botte, ma proprio a causa di queste era ancor più intontito di quanto non lo avesse già reso l’incredulità di quella situazione. Poco dopo domandò impaurito, visto che il protagonista aveva iniziato la sua carriera cinematografica con il cortometraggio, cosa fosse cambiato dai suoi esordi nel cinema, l’interlocutore con un balzo fulmineo gli si fece innanzi e dopo un sospiro che portava in se il tempo andato, gli rispose “Da quindici anni è cambiato il modo: computer, INTERNET, cellulari, tecnologia digitale, spettacoli interattivi, realtà virtuali, sarebbe strano se in tutto ciò non fosse cambiato anche il pubblico e il cinema che per il pubblico è fatto”. Il giovane udite le sue parole si chiese subito visto l’avvento del digitale, come mai questo fosse considerato però dagli addetti ai lavori di serie B…Maurizio, questo il nome del prode cavaliere che aveva di fronte, essendo in possesso del dono di leggere nel pensiero, rispose al quesito che il suo umile scudiero si era posto tra se, favellando “Perché ci sono in giro troppi tradizionalisti duri a morire. Tutte le nuove invenzioni sono sempre state guardate con diffidenza da chi era maestro del vecchio”…tutti rimasero esterrefatti, poiché si era formato un folto gruppo di persone: erano produttori e distributori di cinema che però sparirono dopo la risposta del prode Nichetti alla domanda “La produzione e la distribuzione, due dilemmi, cosa pensi al riguardo?” “Se esistessero sarebbe già un passo avanti” Essendo di nuovo soli visto che la platea si era dissolta, l’alunno domandò se solo a lui, avesse potuto spiegare in confidenza, cosa ne pensava della nuova legge del cinema, sapendo bene che il suo mentore non avrebbe utilizzato parolacce, perché era proprio della sua filosofia… “La conosco poco, ma so che a quella precedente avevano lavorato le menti migliori del cinema italiano ottenendo come risultato la scomparsa della figura del produttore. Non sempre un cinema assistito corrisponde ad un cinema libero”A quel punto una piccola lacrima uscì dagli occhi del giovane e formò un grande lago, i due seduti su una imbarcazione, visto che tutto scorre sempre come l’acqua, parlando del rapporto con i fans e le persone che amano come lui le sue opere, il maestro disse all’allievo “Cerco di trovare sempre il tempo per ascoltare, rispondere, imparare... Il sapere che un film è stato visto e ha saputo suscitare un'emozione è molto confortante e ti ricompensa di tutte le leggi sbagliate fatte in buona o cattiva fede...” Attraccarono nel porto, e le loro strade stavano per separarsi, in un ultimo tentativo di cercare ancor più tempo per non separarsi, il fanciullo un po’ cresciuto chiese cosa Egli chiedeva e cosa dava al cinema, sentendosi rispondere “Che mi faccia passare bene il tempo. Due ore trascorse davanti ad una bella storia o tre anni passati dietro una bella storia non è mai tempo perduto” . Era ormai notte inoltrata, i bagliori delle lanterne si affievolivano su per le colline e mentre Maurizio Nichetti se ne era andato per l’impervia strada che portava alla città del cinema, dove era la sua dimora, il giovane ripensava alle parole della risposta alla domanda sui progetti futuri che era riuscito a fargli prima di vederlo scomparire fiero tra le lande desolate che anche lui avrebbe dovuto percorrere “Riuscire a continuare a lavorare malgrado tutto e tutti e ti assicuro che non è facile ed è già un buon risultato continuare a sperare di riuscirci...” Tali parole lo rincuorarono anche pensando che un soggetto molto simile al suo aveva quel giorno stesso vinto in un concorso al suo posto (come sempre), ma…ma questa è un’altra storia….

(FAVOLA TRATTA dall’INTERVISTA a MAURIZIO NICHETTI pubblicata su www.ilcorto.it)

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"Il cinema sostituisce ai nostri sguardi
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Andrè Bazin