Sul fatto che noi uomini siamo animali pensanti, non generalizzerei…sicuramente molto ma molto colorati, ci innervosiamo tanto da diventare verdi dalla rabbia, rossi di vergogna, bianchi e malaticci e perché no, neri con una bella abbronzatura, io stavolta vado oltre, sono diventato talmente ma talmente colorato da assomigliare ad un cartone animato, infatti mi sentivo abbastanza infastidito in quei giorni, tocchi e ritocchi dalla mano del mio creatore, una volta avevo il naso più lungo, poi i baffi sono scomparsi, ma non avevo ne arte e ne parte, sono una piccola bozza, propriamente sono un “bozzetto”, a quel punto sentii una voce redarguirmi dicendo “ no!
Bozzetto sono io” ed era vero, non potevo crederci, alzai la testa e vidi Bruno, il mio creatore…Nacque così una storia fatta di domande che volevo fargli da una vita (tempo relativamente breve visto che ero nato da poco), non me ne ero neanche accorto ma ero un “cartone animato reporter” e così assunsi un aria seria e cominciai: “La sua, una lunga carriera, come ha visto cambiare ed evolvere il mondo mediatico tutto intorno?” “E’ cambiato tantissimo in tutte le sue forme, e questo è un bene. Chi ha iniziato con me ha vissuto il passaggio dal pennello al computer…Un bel salto.” Non doveva essere facile, pensai, chiacchierare con un cartone animato, ma lui mi rispondeva garbatamente quasi non si curasse del mio aspetto fittizio, “L’arte sta nella brevità” diceva Dostoevskiy, pensa sia così?” e lui rispose, “Sono felice di essere d’accordo con lui. Trovo infatti che la sintesi sia il massimo punto di arrivo per un autore, un traguardo bello e difficile.”. A quel punto l’aria seriosa che avevo, cominciava a darmi fastidio e mi sbracai, dimenticando di essere un cartoon caddi a pezzi veramente, ma non ci volle poi molto per ricompormi e così tornato come nuovo continuai chiedendo: “Ad un tratto della tua carriera, venti anni di silenzio, magari riflessione…poi come si ricomincia?” domanda più azzeccata dopo quel che mi era accaduto non avrei potuto fare e risposta più esauriente non ci sarebbe mai stata perché il mio creatore mi confidò “Non credo di essermi mai fermato. Ho solo spostato la mia attenzione ed il mio interesse verso i cortometraggi, abbandonando il lungo. Personalmente, se non ho niente di particolare da dire in un settore, me ne sto buono e non faccio film.” Tanto per non perdere tempo ne sfoderai subito un’altra domandando “Il cartone animato, una forma di arte propria e con un pubblico vastissimo, dai bambini ai nonni, come trovare il modo comunicativo per tutta questa fascia di età?” e sentii rispondermi “Io credo di aver fatto sempre film per adulti, perché tratto e discorro di problematiche serie, anche se uso il mezzo cartone. Se poi piace anche ai bambini, tanto meglio.” Questa cosa dei film per adulti, ragionando da cartonizio mi fece venire in mente una domanda talmente sboccata che mentre la formulavo Bruno Bozzetto mi cancellò la bocca e non potetti terminarla…molto meglio, anche perché subito dopo essere tornato in possesso delle labbra e della lingua sparai a razzo un paio di quesiti a raffica, che mi uscivano proprio come dei piccoli missili (che bello essere un cartone), Il primo “Due paroline, sulla legge del cinema…” e lui disse “Non la conosco e non ho neppure molto interesse a conoscerla. In Italia si sa, fatta la legge trovato l’inganno…” , la seconda, proprio mentre stavo per farla mi passo di mente e non riuscì ad acchiapparla, da quanto velocemente era passata. Immaginate la scena: io e il mio autore che correvamo dietro a questa domanda per tutta casa, non riuscivamo a prenderla, ma ad un tratto un ometto grassottello con dei simpatici baffetti grazie ad un balzo felino la acchiappò, me la diede e io mi ricordai, così chiesi “Ma il SIGNOR ROSSI…”
il papà mi rispose, “Nasce dall’influenza dello stile dei cartoon inglesi di quell’epoca e dalla caricatura del direttore di un Festival di Bergamo, Nino Zucchelli. Avevo iscritto a questo Festival un mio film, “I due castelli” ,che aveva ricevuto premi in molti Festival europei, ma il film fu scartato. Da questa vicenda nacque il primo film del Sig. Rossi, personaggio che poi usai anche in seguito.” Capì che dopo tutta la corsa e tutta la chiacchierata, eravamo entrambi stanchi, e proprio mentre il mio creatore stava disegnando un giaciglio tutto per me, pensai di fargli l’ultima domanda “E ora cosa farai” mi guardò e mi disse “: Sto lavorando, insieme ad Alvise Avati, che trovo sia un bravissimo animatore, un cortometraggio in 3D dal titolo “LOOO” che prende in giro proprio il mondo degli animatori in 3D. Spero si riesca a finirlo entro l’anno, anche, se come ti dicevo, non avendo pressioni, si può comodamente cercare la perfezione…”. Completò il mio letto e io mi ci misi dentro, poi quando gli chiesi, visto che era a due piazze di disegnarmi una bella ragazza stile Jessica Rabbit o magari Barbie…lui, Bè ma insomma volete sapere proprio tutto? Va bene, ve lo dico: Lui spense la luce e se ne andò…
(Cartone Animato Tratto dall’intervista a BRUNO BOZZETTO su www.ilcorto.it)
Bozzetto sono io” ed era vero, non potevo crederci, alzai la testa e vidi Bruno, il mio creatore…Nacque così una storia fatta di domande che volevo fargli da una vita (tempo relativamente breve visto che ero nato da poco), non me ne ero neanche accorto ma ero un “cartone animato reporter” e così assunsi un aria seria e cominciai: “La sua, una lunga carriera, come ha visto cambiare ed evolvere il mondo mediatico tutto intorno?” “E’ cambiato tantissimo in tutte le sue forme, e questo è un bene. Chi ha iniziato con me ha vissuto il passaggio dal pennello al computer…Un bel salto.” Non doveva essere facile, pensai, chiacchierare con un cartone animato, ma lui mi rispondeva garbatamente quasi non si curasse del mio aspetto fittizio, “L’arte sta nella brevità” diceva Dostoevskiy, pensa sia così?” e lui rispose, “Sono felice di essere d’accordo con lui. Trovo infatti che la sintesi sia il massimo punto di arrivo per un autore, un traguardo bello e difficile.”. A quel punto l’aria seriosa che avevo, cominciava a darmi fastidio e mi sbracai, dimenticando di essere un cartoon caddi a pezzi veramente, ma non ci volle poi molto per ricompormi e così tornato come nuovo continuai chiedendo: “Ad un tratto della tua carriera, venti anni di silenzio, magari riflessione…poi come si ricomincia?” domanda più azzeccata dopo quel che mi era accaduto non avrei potuto fare e risposta più esauriente non ci sarebbe mai stata perché il mio creatore mi confidò “Non credo di essermi mai fermato. Ho solo spostato la mia attenzione ed il mio interesse verso i cortometraggi, abbandonando il lungo. Personalmente, se non ho niente di particolare da dire in un settore, me ne sto buono e non faccio film.” Tanto per non perdere tempo ne sfoderai subito un’altra domandando “Il cartone animato, una forma di arte propria e con un pubblico vastissimo, dai bambini ai nonni, come trovare il modo comunicativo per tutta questa fascia di età?” e sentii rispondermi “Io credo di aver fatto sempre film per adulti, perché tratto e discorro di problematiche serie, anche se uso il mezzo cartone. Se poi piace anche ai bambini, tanto meglio.” Questa cosa dei film per adulti, ragionando da cartonizio mi fece venire in mente una domanda talmente sboccata che mentre la formulavo Bruno Bozzetto mi cancellò la bocca e non potetti terminarla…molto meglio, anche perché subito dopo essere tornato in possesso delle labbra e della lingua sparai a razzo un paio di quesiti a raffica, che mi uscivano proprio come dei piccoli missili (che bello essere un cartone), Il primo “Due paroline, sulla legge del cinema…” e lui disse “Non la conosco e non ho neppure molto interesse a conoscerla. In Italia si sa, fatta la legge trovato l’inganno…” , la seconda, proprio mentre stavo per farla mi passo di mente e non riuscì ad acchiapparla, da quanto velocemente era passata. Immaginate la scena: io e il mio autore che correvamo dietro a questa domanda per tutta casa, non riuscivamo a prenderla, ma ad un tratto un ometto grassottello con dei simpatici baffetti grazie ad un balzo felino la acchiappò, me la diede e io mi ricordai, così chiesi “Ma il SIGNOR ROSSI…”
il papà mi rispose, “Nasce dall’influenza dello stile dei cartoon inglesi di quell’epoca e dalla caricatura del direttore di un Festival di Bergamo, Nino Zucchelli. Avevo iscritto a questo Festival un mio film, “I due castelli” ,che aveva ricevuto premi in molti Festival europei, ma il film fu scartato. Da questa vicenda nacque il primo film del Sig. Rossi, personaggio che poi usai anche in seguito.” Capì che dopo tutta la corsa e tutta la chiacchierata, eravamo entrambi stanchi, e proprio mentre il mio creatore stava disegnando un giaciglio tutto per me, pensai di fargli l’ultima domanda “E ora cosa farai” mi guardò e mi disse “: Sto lavorando, insieme ad Alvise Avati, che trovo sia un bravissimo animatore, un cortometraggio in 3D dal titolo “LOOO” che prende in giro proprio il mondo degli animatori in 3D. Spero si riesca a finirlo entro l’anno, anche, se come ti dicevo, non avendo pressioni, si può comodamente cercare la perfezione…”. Completò il mio letto e io mi ci misi dentro, poi quando gli chiesi, visto che era a due piazze di disegnarmi una bella ragazza stile Jessica Rabbit o magari Barbie…lui, Bè ma insomma volete sapere proprio tutto? Va bene, ve lo dico: Lui spense la luce e se ne andò…
(Cartone Animato Tratto dall’intervista a BRUNO BOZZETTO su www.ilcorto.it)














