Da ricordare, pur consapevoli di tralasciare molte iniziative assolutamente meritevoli di citazione: il concorso di "ultracorti e videospot" di Asciano, alla terza settimana di settembre; il festival di cortometraggi italiani di Bagno a Ripoli, che si tiene a novembre; il concorso internazionale di cortometraggi che si tiene ogni anno a Capalbio, durante il mese di luglio; il concorso internazionale per videocortometraggi di Lucca, a giugno; il più antico festival del cortometraggio italiano, che si tiene ogni anno nel mese di luglio a Montecatini Terme; il festival Videominuto, per opere di giovani autori che devono esprimersi entro la durata massima di un minuto, nel ritmo vertiginoso del linguaggio tipico degli spots; il concorso nazionale cinema e video riservato ai filmakers indipendenti, organizzato dal Valdarno Cinema FEDIC a San Giovanni Valdarno; la rassegna Menocinque e dintorni, per filmati di durata inferiore ai cinque minuti, che si tiene ogni mese di luglio a Sansepolcro; il prestigioso Festival dei Popoli, concorso riservato ai film di documentazione sociale, retrospettiva tematica o monografica, cinema e antropologia, documentari cinematografici, che si tiene ogni anno - tra novembre e dicembre - a Firenze.
Un posto di particolare riguardo ha il Terra di Siena Film Festival. Ideato e fondato nel 1996 da Maria Pia Corbelli, presidente dell'associazione "Il Viaggio di Ulisse", questa rassegna si svolge l'ultima settimana di settembre ed è dedicata al panorama internazionale del cinema indipendente.
Ha scoperto, valorizzato e fatto conoscere nuove realtà del cinema mondiale, proponendo al pubblico anteprime ed incontri con protagonisti del grande cinema. Dal 2003, il direttore artistico del Festival è Carlo Verdone, noto per la sua romanità (da sempre considerato l'erede naturale di Alberto Sordi) ma con un dna rigorosamente senese, essendo il figlio del noto critico cinematografico e docente di Storia del Cinema di Mario Verdone, senese doc. Con l'apporto di Carlo Verdone, la rassegna senese ha ricevuto un ulteriore impulso, in termini di partecipazione sia di autori che di pubblico.
L'edizione 2003 è stata la prima della direzione artistica di Carlo Verdone, il quale ha voluto dedicare la retrospettiva ad Ugo Tognazzi, curata da Giancarlo Governi. Il concorso dei lungometraggi è stato vinto dal film "Hide and Seek" del belga Gerrit Messiaen. Premi sono stati consegnati a Dino Risi, Piero De Bernardi e Laura Morante. L'edizione 2004 ha visto la retrospettiva dedicata a Pietro Germi, curata da Mario Sesti. La serata di inaugurazione è stata dedicata ai cento anni della Titanus. Il concorso internazionale lungometraggi, selezionati dal critico Giovanni Bogani, ha visto il successo di "Cheese and Jam" del bosniaco Branko Djuric.
Premi sono andati a Lucia Bosè, Giovanna Mezzogiorno e Sergio Rubini.
Nell'edizione 2005 della rassegna senese abbiamo potuto assistere a molte pellicole degne di nota. Tra queste, segnaliamo la pellicola messicana "Avisos de ocasion" ("Annunci di occasioni") di Henry Bedwell. E' la storia di Amanda che, nonostante tutti gli uomini che ha avuto nella vita, non ha mai trovato nessuno di cui valesse la pena innamorarsi davvero. Sfortunata anche sul lavoro, si accontenta di un posto nella redazione degli annunci di un giornale. Pensa di innamorarsi di un uomo soltanto per aver visto la fotografia di un inserzionista dello stesso giornale. Spende i suoi pochi risparmi per cercare di rintracciarlo. Il film è una "commedia leggera"; niente di che, ma garbato e spensierato. Dalla Svezia è arrivato a Siena "The Babylon Disease", di Daniel Espinosa. Il film racconta di Maja, ragazza svedese lasciata da Oller, il suo ragazzo, appena partito per l'India. Con tutta la sconclusionata voglia di vivere di chi non ha molti scopi nella propria vita, Maja sarà ospitata da Mattias e dai suoi stravaganti amici e si legherà a Paulie, originale compagna di questa vita fatta di vagabondaggio per la città, senza una meta e senza uno scopo. Questo film è stato apprezzato anche per il particolare tipo di montaggio, volutamente frammentario, che unisce in un ardimentoso tutt'uno un mix di immagini molto lontane l'una dall'altra. Bella l'idea di una retrospettiva dedicata ai "non protagonisti", con film, mostra fotografica e convegno, per ricordare quelle facce che tutti conosciamo ma di cui spesso non conosciamo i nomi. Pensiamo ai Capannelle ed ai Ferribotte de "I soliti ignoti", alle classiche donne corpulente dei films di Fellini, a tutti i caratteristi di cui ben conosciamo i volti, e niente più. Eppure, anche loro hanno fatto la storia del cinema italiano.
Dell'edizione 2006, tenutasi poche settimane or sono, una menzione la merita "Sud Effects" (USA, 2005), di Kathleen Slattery-Moschkau. Storia di Karly, giovane donna in carriera per un'industria farmaceutica. Tanti motivi per essere soddisfatta: soldi, vestiti, successo; fino a che un giovane uomo affascinante, conosciuto casualmente, cerca di farla riflettere tentando di convincerla a cambiare vita. Karly comincia a riflettere sul suo modo di vivere, e sulle nefandezze del mondo farmaceutico, ma pur pensando di voler abbandonare, non le sarà facile pensare di ridimensionare il suo stile di vita. Film scritto e diretto da una donna che ha lavorato per dieci anni per un'industria farmaceutica. Poi, ha abbandonato in favore della creatività e del cinema. A giudicare da questo film, chiaramente autobiografico, ha fatto bene.
Relativamente al particolare fermento che vede la Toscana tra le regioni protagoniste assolute nell'ambito del panorama delle rassegne festivaliere del cinema di corto o lungometraggio, dopo aver trattato di France Cinéma e degli Incontri internazionali di cinema e donne, abbiamo voluto far conoscere meglio la rassegna senese. Con l'occasione, abbiamo visto una panoramica, di pura citazione, di alcune tra le numerose manifestazioni che fanno della Toscana uno dei punti di riferimento per quelle produzioni industrialmente medie o piccole, ma qualitativamente molto amate dai cinefili più attenti, così com'è punto di riferimento anche per i giovani filmakers e videomakers che si affacciano al mondo cinematografico, attraverso la difficile ma affascinante e formativa palestra del cortometraggio.














