Una visione Differente

La Colonna sonora: Mouline Rouge

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Una delle colonne sonore più vigorose della stagione cinematografica appena conclusa è sicuramente quella del film Muolin Rouge. All'ennesimo rifacimento di "Lady Marmalade" tanto ballata dai giovani degli anni 70 e risuonata " a più non posso" da tutte le radio e da moltissime emittenti TV, fanno da contorno dei veri e propri capolavori stilistici dal notevole coraggio interpretativo.
"Ci vuol coraggio a far cantare Nicole Kidman, ma viva il coraggio ed abbasso le banalità" Le musiche sorreggono alla perfezione i ritmi della prima metà del film, dove ritmo e frastuono tendono a riportare il fruitore all'interno di un Moulin Rouge dei nostri tempi, infatti sono i Fat Boy Slim ad impostare i battiti cardiaci dei danzatori e degli spettatori del film. L'intermezzo melodico rifacimento di una "Material Girl" della Madonna d' altri tempi è stupefacente per semplicità ed azzeccata contestualità relativa al personaggio Satine (N.Kidman). La voglia di cambiamenti si leva dalla struggente metodicità di "One day I' ll Fly Away" (cantata da N.K), la voglia d'amore si erge invece su un altro rifacimento in stile operistico di "Your Song" (originariamente di Elton Jonh) ma originalmente riportata in auge da questa interpretazione che val la pena di ascoltare.
Nel dramma dell'amore c'è spazio per la gelosia e quindi un tango dal testo di Roxanne dei Police diviene la struggente visione post moderna dell' impossibilità dei sentimenti di fronte alle volontà d'altri. Ma il vero capolavoro stilistico è il medley relativo alla scena del corteggiamento, il tema dell'amore viene trattato in tutta la sua essenza ed in tutte le sue sfaccettature, con uno scambio al fulmicotone dei brani che hanno fatto la storia delle canzoni d'amore i due protagonisti danno origine ad un'epocale rivisitazione musicale, mantenendo le melodie ma cambiando i testi vengono riproposti i climax dei brani; All you need is love (Beatles), I was made for love you baby, and you was made for love me (Kiss), Pride (U2), Don't leave me in this way (Jimmy Sommersville), e dopo questo scambio d'opinioni i due diventano eroi, l'amore degli occhi cede alle ragioni, si eleva una stilisticamente preziosa quanto maledettamente attuale Heroes (David Bowie) dettata dal fuoco e sprezzante di ogni ridicola critica che sarebbe possibile apportarle, gli strumenti classici sembrano legarsi perfettamente con la strofa "we can be heroes for ever and ever, we should be lovers", oramai è amore e non c'è più paura di dire "will always love you" (Witney Houston), cio che imprimerà solennità al sentimento sarà dunque un "evviva la forza dell' amor" d'opera lirica.
Una struttura moderna e sprezzante dei pericoli kith, i due amanti non avrebbero potuto dirsi del loro amore in forme musicalmente migliori, non trattandosi di canzoni nel senso classico del termine possono apparire evanescenti e irrispettose dell'equilibrio dei volumi, ma anche senza visione si possono riconoscere delle innovazioni coraggiose che nascono dalla commistione di sonorità e generi forse rilegati un po' troppo in anticipo nella classificazione di canzonette per due mesi. Sono presenti anche altri brani di ottima fattura originati da varie collaborazioni importanti quali (Massive Attack-Bowie) e (Beck).

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"Il cinema sostituisce ai nostri sguardi
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Andrè Bazin