Ugo Giacomazzi (Marco), Pia Panciotti (la prostituta), Nicoletta Maragno (la madre di Christian), Giuseppe Cardascio (il padre di Christian), Nicole Vignola (Daniela), Abraham Fontana (l ladro), Emanuele Ostini (Luigi).
Passiamo ora al cast tecnico. La regìa è di Simone Scafidi, classe 1978, realizzatore di corti e mediometraggi presentati al Milano Film Festival e al Torino Film Festival. E’ laureando con una tesi sulla figura di Cristo nel cinema. Produttore, nonché co-sceneggiatore insieme con il regista, è David Cartasegna (1974), il quale si è anche occupato del casting e dell’organizzazione del film. Fabrizio Bracci (1978) è il direttore della fotografia; egli è allievo di Vittorio Storaro all’Accademia dell’Immagine dell’Aquila. La francese Isabelle Millard (1964), è l’operatrice de “Gli Arcangeli”; è laureata in Cinema all’Università Paris VIII, ed è stata aiuto regista di Jean-Jacques Annaud e Jean-Daniel Pollet. Gli effetti speciali sono stati curati da David Bracci (1974), la scenografia è di Marianna Mandibola (1979), mentre Federica Cresci (1974) è stata l’aiuto regista ed Adriana Toppazzini (1972) la segretaria di edizione. Come si può notare, molto giovane tutto il cast tecnico, anche l’ingegnere del suono Giacomo Avanza (1975), il fonico Maurizio Terpin (1977) ed il decoratore Claudio Magrassi (1969).
Con questo film si è voluto raccontare il dolore, il silenzio, la distanza dell’uomo dal paradiso, vissuta come impossibile da colmare. Così come lo smarrimento e la speranza, il movimento frenetico e la paralisi, lo sguardo fisso al cielo aspettandone la caduta. Il tutto, tramite il potere evocativo delle immagini, con citazioni di Pasolini, Herzog, Caravaggio e Francis Bacon.
Giovani artisti, attori e tecnici, con già alle spalle dei curriculum importanti, hanno rinunciato a gran parte del loro abituale cachet pur di realizzare questo progetto in cui credevano. Un film realizzato, come affermato dalla stessa associazione, “con pochissimi soldi, con la sola e disperata forza delle nostre idee e dei nostri incubi”.
Il regista Simone Scafidi afferma: “Amo un cinema che ponga domande, che spinga l’essere umano a chiedersi molto sulla sua natura di vivente. <Gli arcangeli> non ha risposte, ma spero che crei molti dubbi. (…) In questo film ho cercato di ritrarre il malessere interiore senza legarlo ad alcuna circostanza di comodo (sociologica, razziale o classista). Ho preferito incentrare il tutto sulla visione dei momenti salienti della vita del protagonista. (…) Il dolore di Christian non ha spiegazioni. E’ innato, esiste e per ciò non può essere ignorato. E’ per questo che Christian ha una sensibilità più accentuata che si manifesta in maniera inconcepibile”.
E’ giunto il momento di vedere insieme la sinossi del film. La vicenda è ambientata ai giorni nostri a Milano e nella ricca campagna lombarda. Il film inizia il giorno del battesimo di Christian, che avviene all’età di dieci anni, perché i suoi genitori non avevano voluto che ciò avvenisse prima di conoscere padre Siro, educatore e insegnante di Christian. Il giorno del battesimo accade un fatto che inquieta i genitori del ragazzino, che vengono rassicurati dal sacerdote, il quale spiega che Christian è solo un bambino dalla sensibilità differente da quella dei suoi coetanei. Ma parlando privatamente al piccolo Christian, Padre Siro appare meno rassicurante, rivelando al bambino che nella vita da adulto lo attenderà un viaggio lungo e tortuoso. Cos’era avvenuto? Durante il battesimo Christian ha “visto” gli arcangeli pulire il volto di Cristo dalle ferite della sofferenza umana, e lo stesso Christian vivrà un’esistenza sporcata dal dolore. Dopo questo discorso, padre Siro annuncia al bambino che il suo compito al suo fianco è terminato e che dovrà partire per adempiere ad un altro dovere.
Quindici anni dopo, Christian è uno studente di filosofia all’Università di Milano. Ammirato, ricco e trasgressivo, prende dalla vita e dalle persone tutto quello che vuole, scevro di ogni direzione morale. Ma nelle pieghe della sua carne brucia il dolore della gioventù perduta, dell’essere umano tormentato dalla sua stessa natura. La sua vita è segnata dal distacco totale da qualsiasi forma di umanità, è alla ricerca di una forma d’amore troppa estrema e totale per essere accettata. Intorno a lui si muovono Luca, amico e compagno di scorribande; Alex, studentessa e sua partner di un sesso estremo e freddo; i suoi genitori, ombre presenti nella vita del figlio, ma incapaci di comprenderne il profondo tormento;
Marlena, l’unica persona che sa trasformare lunghi silenzi in squarci di vitale comprensione. Marlena ha un figlio, Simone, di cinque anni, con dei problemi motori e che lei ha lasciato in affidamento ad una coppia di amici, perché troppo giovane per vivere una responsabilità che ha lacerato la sua esistenza e perché ancora troppo inesperta per cogliere la bellezza di una vita fragile, ma bisognosa di amore. Marlena vorrebbe rivelare questo a Christian, ma quando tenta di farlo lui sfugge alla manifestazione della pietà e della compassione che esistono in lei. Egli rifiuta di accogliere il dolore, così come non vuole affrontare il proprio dolore, e quello altrui. Vuole solo distruggere ed annientare. Anti-eroe esistenzialista, punisce il mondo esterno perché troppo spaventato dall’abisso che c’è in lui.
E nella sua vita ritorna Padre Siro. Non più “solo” prete, ma come un profeta per gli uomini che ricercano Cristo e la sua purezza scavando nell’orrore e nel buio dell’essere umano. Padre Siro è tornato per mantenere una promessa: aiutare Christian a fuggire dalle gabbie della falsità del mondo, ad urlare il proprio dolore come condanna della vigliaccheria del genere umano. Inizia un cammino ancor più difficile per Christian, nell’amore e nella follia; così come Marlena intraprende il suo cammino doloroso di giovane madre che ha abbandonato il figlio. Christian, e non solo lui, nella lotta contro il dolore umano, in un viaggio che sembra destinato a valicare ogni limite.














