Una visione Differente

Profilo di Tullio Pinelli

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Conosciamo bene i nomi dei principali attori e registi del nostro cinema, ma troppo spesso non conosciamo i nomi di altri grandi protagonisti della settima arte del nostro Paese. E' questo il caso di un grandissimo sceneggiatore come Tullio Pinelli, un ragazzo di novantanove anni al quale il Centro Sperimentale di Cinematografia e la Cineteca Nazionale ha dedicato una retrospettiva ed un incontro, nei giorni scorsi, al quale il maestro si è presentato con suo figlio Carlo Alberto, stimato documentarista.
Tullio Pinelli è nato a Torino nel marzo 1908, e fino al 1942 ha svolto la professione di avvocato, abbandonata per il suo grande amore per il cinema, in particolare a causa del felice incontro con Federico Fellini. Pinelli ha scritto molto con e per Fellini, ma anche per altri registi (Germi, Lattuada, Rossellini, Monicelli, Soldati, etc.), ed è stato anche autore di testi per il teatro.
La breve rassegna ha permesso di rivedere alcuni tra i films co-sceneggiati da Pinelli. Ricordiamoli, brevemente, in ordine cronologico.
"Le miserie del signor Travet" (1946), di Mario Soldati, scritto da Pinelli insieme con Aldo De Benedetti e Carlo Musso, ed interpretato da Carlo Campanini, Vera Carmi, Alberto Sordi, Gianni Agus. A Torino Ignazio Travet, solerte funzionario dell'amministrazione regia, subisce al lavoro l'ostilità del capo, che gli nega ogni possibilità di carriera, e a casa le vessazioni della moglie. Ritratto umoristico di Soldati che stempera il realismo originario della commedia di Bersezio del 1863, alla quale il film è liberamente ispirato.
"Senza pietà" (1948), di Alberto Lattuada, scritto dallo stesso regista insieme con Pinelli e Fellini, partendo da un'idea di Ettore M. Margadonna. Il film, interpretato da Carla Del Poggio, John Kitzmiller e Giulietta Masina, è ambientato a Livorno, alla fine della guerra. Una ragazza, cerca disperatamente il fratello, aiutata da un soldato americano, ma finisce in un giro di droga e prostituzione. Girato nella pineta di Tombolo, il film è - secondo Paolo Mereghetti - "un viaggio infernale compiuto da Lattuada nell'Italia disintegrata dell'immediato dopoguerra. Il regista ritrae un universo livido e senza vie d’uscita".
"In nome della legge" (1949), di Pietro Germi, sceneggiato da Monicelli, Fellini, Pinelli, Mangione e Germi, con Massimo Girotti, Charles Vanel e Saro Urzì, narra di un giovane pretore, inviato in un paese della Sicilia, che combatte la mafia, ma si scontra con l'omertà della popolazione. La morte di un ragazzo con il quale ha stretto amicizia lo spinge ad andare avanti. In un colpo solo Germi anticipa il cinema di impegno civile e il western all'italiana.
"Il cammino della speranza" (1950), di Pietro Germi, sceneggiato da Fellini, Germi e Pinelli, ed interpretato da Raf Vallone, Elena Varzi e Saro Urzì, racconta di un gruppo di minatori siciliani partiti per la Francia in cerca di lavoro. Pagano un mediatore per passare il confine, ma l'uomo li denuncia. Orso d'argento al Festival di Berlino.
"La strada" (1954) è uno dei films più noti di Federico Fellini, scritto dallo stesso maestro riminese insieme con Tullio Pinelli ed Ennio Flaiano. Interpretato da Giulietta Masina ed Anthony Quinn, il filma narra di Gelsomina, ingenua piccola donna che gira per l'Italia insieme al duro Zampanò, che si esibisce nei paesi con giochi di forza. Gelsomina stringe amicizia con un funambolo, ma Zampanò lo uccide. Oscar per il miglior film straniero nel 1956.
Dell'ampia e fortunata collaborazione tra Fellini e Pinelli, la rassegna romana ha riproposto anche "Il bidone" (1955), "Le notti di Cabiria" (1957) ed il celeberrimo "La dolce vita" (1960), in un'edizione restaurata a cura di Mediaset e da Cinema Forever.
"Amore mio aiutami" (1969), diretto da Alberto Sordi, è stato scritto dallo stesso Sordi insieme con Rodolfo Sonego e Tullio Pinelli. Sordi e la Vitti danno vita ad una valida commedia amara sul sempre più difficile rapporto di coppia, sul finire degli anni Sessanta, tra nuovi comportamenti e vecchi tabù.
"Alfredo Alfredo" (1972), di Pietro Germi, scritto dallo stesso regista con Tullio Pinelli, Piero De Bernardi ed il mio indimenticato maestro Leo Benvenuti, si avvale dell'interpretazione di un giovane ed efficace Dustin Hoffman al fianco di Stefania Sandrelli. Il timido impiegato Alfredo s'innamora di una ragazza possessiva. Riesce a sposarla, ma ben presto ne diviene succube. Conosce un'altra ragazza, più comprensiva, ma la libertà resta un sogno.
"Amore e ginnastica" (1973), di Luigi Filippo d'Amico, è stato sceneggiato da Suso Cecchi d'Amico, Tullio Pinelli e dallo stesso regista, da un racconto di Edmondo De Amicis. Il film, interpretato da Senta Berger e Lino Capolicchio. Ambientato a Torino, nel 1892, vi si narra dell'ex seminarista Simone che s'innamora di un'insegnante di ginnastica che vive nel suo palazzo, la quale si dedica anima e corpo all'educazione fisica, senza pensare alla vita privata e al matrimonio. Attenta ricostruzione della Torino di fine Ottocento.
La retrospettiva si è conclusa con "Speriamo che sia femmina" (1986), film diretto da Mario Monicelli, scritto da Pinelli, Benvenuti, De Bernardi, Cecchi d'Amico e Monicelli. Cast internazionale, composto da Liv Ullmann, Catherine Deneuve, Philippe Noiret e Bernard Blier. Il film racconta di una famiglia "al femminile" che gestisce un'azienda agricola. Morando Morandini ha scritto: "Grande film borghese che arricchisce il povero panorama del cinema italiano degli anni '80 per il sapiente impasto di toni drammatici, umoristici e grotteschi, la splendida galleria di ritratti femminili".
Presentati al pubblico anche: "Il teatro del mondo" (1998), un incontro di Tullio Pinelli con Tullio Kezich, girato da Franco Giraldi, in cui Pinelli racconta la propria vita, il proprio lavoro e le amicizie con Pavese e con Fellini; "89 e mezzo - Un incontro con Tullio Pinelli" (1998), girato dal figlio Carlo Alberto, il quale mette in luce il percorso artistico del padre Tullio, dalla prima giovinezza al grande successo teatrale e cinematografico.
Si ringrazia Luca Pallanch del Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale.

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"Il cinema sostituisce ai nostri sguardi
un mondo che si accorda coi nostri desideri."

Andrè Bazin