Una visione Differente

Video that you fear...

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Brian Warner.
E’ controverso. E’ oscuro. E’ diabolico. E’ violento. E’ aggressivo. E’ provocatorio. E’ un genio. E’ un pazzo. Questi sono solo una misera parte degli aggettivi usati per descrivere quest’uomo.
Di chi si tratta? Beh, i più informati lo avranno capito dal nome, altri ci saranno arrivati mettendo insieme tutti quegli strani termini e ricordando almeno uno dei tanti articoli scritti su di lui, per gli altri… ok, ve lo dico: si tratta di Marilyn Manson.
In realtà lui è il frontman di una band, ma il solo fatto che questa abbia il suo nome ci fa capire che l’unica vera star è lui, e così Brian vuole che sia.
La sua vita è fatta di estremi anche se, vedendo le sue interviste, sembrerebbe di avere a che fare con la persona più tranquilla, educata e forse “normale” del mondo. O forse dovremmo dire “ascoltando” le sue interviste, perché la sua immagine non ha nulla di “normale”, a meno che voi non andiate tutti in giro normalmente con gli occhi di due colori diversi, due dita di cerone in faccia e, a seconda del periodo, tutù da ballerina e calze strappate (alle braccia, però!), lunghi cappotti neri alla Matrix con tanto di collo in pelo (magari blu metallizzato!) o, perché no, un bel paio di tette finte al vento (e questo vale soprattutto per i lettori di sesso maschile)!
L’immagine di Marilyn Manson è comunque fondamentale nella sua poetica d’artista, forse quasi quanto la musica. Questo soprattutto perché si tratta di un artista poliedrico, che sta avendo un discreto successo anche nel campo dell’arte pittorica e che si è cimentato anche nella regia di alcuni dei suoi video.
In tutti gli altri casi è comunque riuscito a scegliere i collaboratori giusti ad esprimere l’idea di arte e la visione della realtà che aveva in mente in un determinato momento e a lavorare con loro in modo estremamente produttivo.
La prima grande personalità con cui ha condiviso le sue particolari idee artistiche in campo audiovisivo è stata Floria Sigismondi, artista a tuttotondo di origine italiana. La collaborazione tra i due avviene nel periodo forse più oscuro di Manson (e secondo la modesta opinione di chi scrive, anche il migliore di tutta la sua produzione, soprattutto a livello musicale), ovvero quello di “Antichrist Superstar”. La Sigismondi firma la regia dei due bellissimi e particolarissimi video di “The Beautiful People” e “Tourniquet”, accomunati, oltre che dall’inconfondibile “Sigismondi’s Touch” (immagini velocizzate e a scatti, quasi di esseri meccanizzati), anche dal gusto per l’informe, ottenuto con l’aggiunta di protesi, come trampoli, lenti di ingrandimento o strani strumenti pseudo-chirurgici applicati soprattutto alla bocca.
Più o meno di questo periodo è anche “Man That You Fear”, video realizzato da Wiz (famoso come regista di molti video dei Manic Street Preachers, oltre che di Jamiroquai, Therapy?, Oasis e tanti altri) e parabola straziante e struggente sul diverso (interpretato non a caso dallo stesso Manson) che non è accettato dalla società e viene letteralmente lapidato. Quattro anni dopo lo stesso regista realizza anche il video di “The Fight Song”, rappresentazione allegorica delle contrapposizioni sociali contemporanee che però risulta meno incisiva del precedente “attacco”.
Nel periodo di maggiore affermazione presso il grande pubblico e di “manie di grandezza” ancora maggiori rispetto al solito, di impronta quasi hollywoodiana, sceglie per due volte uno tra i registi di videoclip più quotati e spesso più “commerciali” della scena musicale contemporanea. Si tratta dell’album “Mechanical Animals” e la persona di cui stiamo parlando è Paul Hunter. Per chi non lo conoscesse basterà citare alcuni video che ha realizzato per capire con chi abbiamo a che fare: “Lady Marmelade” di C. Aguilera, Pink, Mya e Lil’ Kim, “Malibù” delle Hole, “Back To School (Mini Maggit)” dei Deftones, “Love Don’t Cost A Thing” di J. Lopez, “The Way I Am” di Eminem (con un cameo di Manson), “Hypnotize” di Notorious B.I.G. feat. Puff Daddy, “Turn It Up/Fire It Up” di Busta Rhymes, “Unpretty” delle TLC, “Untitled (How Does It Feel)” di D’Angelo (sì, quello dove è come mamma l’ha fatto!) e tantissimi altri. I video realizzati da Hunter per Manson sono “The Dope Show”, in stile glam decadente in cui appare per la prima volta il personaggio ermafrodita-asessuato del musicista e “I Don’t Like The Drugs (But The Drugs Like Me)”, video surreale e onirico in cui il rocker dai capelli platino si imbatte in strani personaggi per poi perdere un braccio e buttarsi da un ponte.
Altri video tra i più particolari di Marilyn Manson sono “Lunchbox” (Richard Kern), con protagonista un bambino dall’aspetto angelico che però sembra quasi posseduto (forse un ritratto di Manson da piccolo, vista la passione per il rossetto?); “Coma White” (Samuel Bayer), con Manson novello J.F. Kennedy e la sua compagna di allora, Rose McGowan, nei panni, neanche a dirlo, della moglie Jacqueline; “Astonishing Panorama Of The Endtimes” (Pete List), in cui tutta la band è trasformata nei pupazzi del programma di MTV “Celebrity Deathmatch”; “The Nobodies” (Paul Fedor) ritorno alle atmosfere dark dopo diversi anni e “Tainted Love” (Philip Atwell), ispirato a una sua avventura con una fan con il cameo di Joey, batterista degli Slipknot.
L’ultimo video, tratto dall’album “The Golden Age Of Grotesque”, è stato realizzato dallo stesso Manson insieme a Thomas Kloss per la canzone “mOBSCENE” ed è una prima “presentazione” del nuovo stile della band, che si rifà agli anni ’30 e in particolare all’Espressionismo tedesco. Questa svolta si nota soprattutto negli abiti, meno cupi rispetto al passato e caratterizzati da gilet corti, orologi da taschino e bretelle e da alcune scene del video stesso, con coreografie e ballerini d’altri tempi sulle pesanti note della canzone e cheerleader dai vestiti piuttosto “casti” per i tempi che corrono ma che all’improvviso rivelano un qualcosa di anomalo nel loro “classicismo”: un ghigno deforme al lato della bocca.

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"Il cinema sostituisce ai nostri sguardi
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Andrè Bazin